Uno sguardo al passato ed è subito scontro con quelle che abbiamo definito scelte sbagliate. Capita a tutti noi quel momento della vita in cui facciamo un bilancio e rivediamo il nostro percorso fino al presente.

Sono le occasioni in cui spesso ci troviamo a pensare:

“Se avessi fatto un’altra scelta” oppure “Se mi fossi comportato in un altro modo” o ancora “Perché non mi sono accorto di quello che stavo vivendo?” e a volte anche “Perché non ho avuto coraggio”.

Una serie di Se e di Ma che diventano vere e proprie scaglie di vetro che si conficcano nel nostro cuore e torturano la nostra mente condizionando sia il presente che il nostro potenziale futuro.

In questi momenti sentiamo addosso un peso enorme: il peso del rimpianto. Come se fosse proprio colpa di quelle scelte “sbagliate” se non si sono raggiunti i successi sperati o se abbiamo alimentato la nostra infelicità.

Se fosse possibile vorremmo tornare nel nostro passato e in qualche modo mettere a posto le cose. Questo pensiero, tutto sommato, è abbastanza naturale, ma quello che non ci fa bene è restare ancorati a quei “se” e “ma” che non sono affatto costruttivi.

Basta porsi un paio di domande per comprendere quanto siano poco utili:

  • saresti chi sei, se non avessi attraversato quella situazione?
  • A cosa ti serve infierire su te stesso?

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Errori e scelte sbagliate sono nostri giudizi

Questi pensieri che aggrovigliano la nostra mente servono solo a dare potere a quelle scelte che riteniamo sbagliate. Potrebbe non apparirci chiaro ma tutto ciò che accade nella nostra vita porta in seno una sua perfezione.

Un disegno che si rivela a noi nel momento migliore per la nostra evoluzione. Quel momento in cui uniamo i puntini e comprendiamo.

È come se avessimo la sensazione che la nostra vita fosse un labirinto: alcune scelte portano alla felicità e altre ci portano a sentieri chiusi. Ci facciamo l’idea che una vita felice sia quella sempre costellata di buone scelte che ci permettono di procedere sul percorso.

E invece la vera ricchezza è che per crescere e imparare abbiamo bisogno anche dei nostri errori. Penso spesso al detto “Con il senno di poi siamo tutti bravi”, lo trovo molto vero e adatto a queste riflessioni che stiamo facendo insieme.

Proviamo a pensare: cosa sono di fatto gli “errori”? Non sono altro che nostri giudizi.

passato impronta spiaggia

In ogni scelta che facciamo, utilizziamo l’esperienza, le informazioni e le intenzioni a nostra disposizione in quel particolare momento. Prendiamo quella decisione e non un’altra perché pensiamo sia quella giusta per raggiungere l’obiettivo che desideriamo. E in questa scelta ci sono tutte le nostre risorse, consapevolezze, paure, ferite.

Poi la vita procede e noi con lei: qualcosa non va come avevamo previsto ma questo non vuol dire che abbiamo fatto scelte sbagliate. Siamo cresciuti e, nel momento in cui ci fermiamo a riflettere e osservare, stiamo dando prova di attenzione ed evoluzione.

Adesso è il momento per fare i passi più utili per noi.

Dopo ogni scelta che facciamo attiviamo un cambiamento. Diventiamo qualcuno di diverso.

Chi siamo oggi è il concentrato di tutte le nostre esperienze di vita. Chiunque siamo diventati, come risultato delle nostre scelte, è esattamente chi avevamo da diventare.

È il nostro percorso quello che ci porta a essere chi avremmo da essere. Vorremmo tutti una vita più semplice ma è davvero quella che ci farebbe crescere?

Potrebbe apparire crudele imparare attraverso sfide ed errori ma questa è la scuola della vita e sono certa che, pensandoci bene, non vorresti un’esistenza “perfetta”. Sarebbe alquanto noiosa e poco stimolante perchè non ti permetterebbe di scoprire chi sei e di cosa sei capace.

Torniamo al momento presente, allora.

Quali sono i passi più utili da compiere per superare le scelte sbagliate?

Noi stessi siamo le persone con cui passeremo il resto della nostra esistenza e possiamo decidere consapevolmente se imparare da quanto vissuto o se restare immobili nella frustrazione tipica di chi si sente vittima.

Una situazione, quest’ultima, che ci porterebbe a vivere nel sacrificio continuo e nell’atteggiamento duro che ci spinge a farcela pagare. Se, invece, scegliamo di riconoscere le esperienze e le “scelte sbagliate” come un prezioso dono della vita, allora potremmo davvero depositare il senso di colpa e la rabbia verso noi stessi per lasciare spazio alla scoperta di come siamo diventati migliori.

Mi piace pensare alle esperienze come a dei bagagli pronti per il prossimo viaggio, per le prossime sperimentazioni. Cosa c’è di utile in quel bagaglio che prima non c’era? Questa è la domanda più stimolante e costruttiva che possiamo porci.

Chiedersi in cosa ci ha reso migliori quell’”errore”, potrebbe già depistare i sentimenti negativi che sanno come raggiungerci. Non permettiamo che rimorsi, rimpianti, rancori ci peggiorino.

Trasformiamo quelle sensazioni in un vantaggio per noi stessi e magari anche per chi ci circonda. Il nostro potere è esattamente nel presente: ciò che facciamo oggi, ciò che pensiamo oggi, è un input che darà una risposta conseguente, davanti a noi, nel nostro futuro.

Non siamo qui per essere perfetti, siamo qui per migliorarci.

mara carraro sotto albero

Non sono scelte sbagliate ma esperienze.

Invece di concentrare la nostra attenzione sulle scelte che avremmo “dovuto” fare o su chi avremmo “dovuto” essere quando stavamo facendo quelle scelte, impariamo a rivolgere la nostra attenzione a ciò che c’è qui ora da apprendere e sperimentare.

La nostra saggezza nasce dall’unione di tutto ciò che abbiamo vissuto fino a ora: che sia considerato buono e cattivo. Mettiamo da parte le lamentele e sfoderiamo la gratitudine come strumento per notare ciò che ci ha migliorati, che ci ha reso più saggi e che ci ha permesso di apprendere nuove lezioni.

Questo processo ci spinge a stare dalla nostra parte. C’è sempre un modo per correggere e ritrovare la nostra serenità. Basta guardare dentro di noi dove si trova la correzione di quanto abbiamo fatto in passato.

Fare questo passaggio è sintomo di crescita, intelligenza, desiderio di prendersi cura di sé e di saper custodire il proprio equilibrio personale. Siamo esseri umani e in quanto tali siamo vulnerabili.

Uno stato che ci porta ad essere, talvolta, disorientati o impreparati così tanto da prendere decisioni che influiscono sul nostro percorso, ma anche su quello delle persone che amiamo o che fanno parte della nostra vita.

Impariamo a essere più clementi con noi stessi. Abbiamo una parte fragile che va accolta con tenerezza: è la nostra parte umana. La trasformazione degli errori in esperienza e insegnamento passa attraverso il concetto di accettazione. Così possiamo arrivare a riconoscere gli effetti delle nostre scelte sulla nostra esistenza ed accogliere i nuovi insegnamenti.

Per accogliere l’insegnamento e tornare al nostro presente possiamo usare delle domande costruttive che ci aprono a nuove visioni:

  • Riconoscendo quelli che definisci errori, che cosa non faresti più?
  • Quali considerazioni ti permetterebbero di non compiere lo stesso errore?
  • Quali risorse hai bisogno di sviluppare per non ripetere più la stessa scelta sbagliata?

Troviamo le risposte a queste domande e ancoriamoci a una certezza: qualunque sia la situazione in cui ci troviamo ora, cambierà.

Cambierà in parte attraverso le nostre scelte e in parte attraverso l’eterna natura mutevole della vita. Piuttosto che sprecare la nostra attenzione su vecchie scelte fatte, momenti che ormai appartengono al passato, rivolgiamo il nostro dono più potente, l’attenzione, a ciò che è qui ora.

serenità campo di grano

Portiamo il meglio di noi qui, con l’intenzione sincera di fare il meglio che possiamo con quello che abbiamo. 

Quando questo processo prende il via possiamo trasformarci in fari per altre persone. C’è sempre qualcuno che sta vivendo quel che abbiamo vissuto noi. Possiamo essere utili: aiutare gli altri mentre salviamo noi stessi dalle azioni passate che ci hanno indebolito.

Metterci a disposizione con rassicurazione, forza e determinazione, ci fa diventare esattamente chi avremmo voluto avere accanto in quel momento di disorientamento o testardaggine di tanto tempo fa.

Ed ecco che la correzione ha inizio.

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