La gelosia è quel sentito che si origina quando temiamo di perdere qualcuno o qualcosa di importante per noi. Essa scatta quando, nella nostra testa, si affaccia il timore di perdere una persona o una cosa per noi fondamentale.

Ciò che fa nascere la gelosia è la percezione di pericolo: quando vediamo minacciata la presenza nella nostra vita di quella cosa o persona per noi fondamentale, allora si origina questa emozione.

Se osserviamo bene, infatti, non siamo gelosi di tutto o tutti e non siamo gelosi sempre, lo siamo solo in determinate occasioni e quando in ballo ci sono cose o persone per noi preziose.

Questo accade perché a quelle cose o persone abbiamo legato la nostra felicità ovvero la possibilità di provare emozioni positive.

Pensiamo che se stiamo bene, se proviamo gioia, serenità è perché nella nostra vita ci sono queste cose o persone, ne consegue che perderle significherebbe perdere anche il benessere che possono darci.

A tal proprosito è interessante notare che l’importanza e il ruolo che attribuiamo loro è più o meno grande a seconda di quanto incidono sulla nostra felicità, sul nostro benessere, sul farci provare emozioni positive.

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Inoltre il senso di importanza spesso e volentieri deriva anche dal fatto che l’averle nella nostra vita ci è costato molto impegno, fatica, denaro, sfide che magari ad oggi continuiamo ad affrontare per mantenerle, oltre al fatto che la loro presenza dà uno scopo alla nostra esistenza.

Pensiamo ad esempio al partner, ai figli, alla casa, alla macchina, al lavoro, alla carriera, agli amici, ai fratelli, ai genitori, agli strumenti che utilizziamo per lavoro, al computer, al telefono e chi più ne ha più ne metta.

Più a queste cose o persone riconosciamo la capacità di farci stare bene, di semplificarci a vita o di darle senso e più la paura di perderle sarà presente e alimenterà in noi la gelosia nel momento in cui arrivassimo a percepire una minaccia che ci porta a pensare che qualcuno o qualcosa possa portarcele via o rovinarcele.

possesso pin rosso

La gelosia dipende da ciò che pensiamo noi

La parola chiave è appunto pensare.

Sì perché la gelosia è un’emozione e, come tutte le emozioni, non dipende dalle situazioni, da cosa accade, da cosa dicono o fanno gli altri bensì dipende sempre e solo da quello che pensiamo noi.

La gelosia non scatta perché qualcuno interagisce con il nostro partner ma perché pensiamo che lui/lei potrebbe rimanere colpito da quella persona e magari scegliere di lasciarci o tradirci.

La gelosia non scatta perché un nostro amico ci chiede in prestito la macchina ma scatta nel momento in cui pensiamo che possa in qualche modo rovinarcela.

In pratica questo sentito non dipende da cosa fanno o non fanno gli altri, ma da cosa pensiamo noi.

Per approfondire leggi anche: come generare emozioni positive per una vita senza negatività

Se crediamo ci sia il pericolo di perdere o che venga danneggiato un qualcosa di importante  per noi allora nasce la gelosia, altrimenti no.

E come per ogni altra emozione la realtà non centra.

Il nostro partner potrebbe infatti non avere occhi che per noi, il nostro amico potrebbe essere un pilota provetto ma ciò non toglie che in noi si generi questo sentito se pensiamo che ci sia un pericolo

E la percezione di pericolo è legata al bisogno che abbiamo di avere quella persona o cosa nella nostra vita.

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Il bisogno è uno stato interiore che ci porta ad autoalimentare un ciclo vizioso di sofferenza che ci mette in trappola, vediamolo insieme:

  • Tutto parte da un pensiero disfunzionale presente nella nostra mente che dice “Ho bisogno di quella persona/cosa per essere felice”.
  • Questo pensiero ci porta automaticamente nella pretesa che quella cosa o persona sia presente nella nostra vita.

In questi casi, la gelosia non fa altro che segnalarci tutte le volte che, a nostro avviso, c’è una minaccia che potrebbe portarci via la fonte della nostra felicità. Ci segnala che c’è il rischio di perderla e ci mette in allerta affinché possiamo agire per evitare il potenziale pericolo.

Qual è il rapporto tra gelosia e dipendenza?

Nel momento in cui sentiamo che per essere felici abbiamo da avere al nostro fianco quella persona o quella cosa, ne diventiamo dipendenti. Ne consegue che solo l’idea di poterla perdere ci fa stare male e ci porta nella paura.

Questa si origina perché come esseri umani sappiamo di non avere il pieno controllo sugli eventi esterni, sulle situazioni che accadono, sulle persone e di conseguenza sappiamo di non avere la certezza che questa fonte di felicità resterà a nostra disposizione per sempre.

E visto che la paura è la madre di tutte le emozioni negative ne consegue che nel momento in cui subentra lei subentra anche la sofferenza, che è proprio quella che alimenta il ciclo vizioso in quanto nel momento in cui stiamo male la cosa che tendiamo a fare è quella di ritornare ancora di più nella pretesa per rinforzarla e così via ancora e ancora…

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In realtà l’unico modo che abbiamo di uscire da tutto questo è quello di non ritornare alla pretesa, bensì all’origine ovvero al pensiero disfunzionale, che ci dice che per essere felici abbiamo bisogno di quella persona o cosa, per confutarlo, come vedremo tra poco.

Sta di fatto che se abbiamo bisogno del partner, di un amico, di un figlio, di un collega, del telefono, del pc, della macchina, ecc per stare bene, ovvero se leghiamo alla loro presenza il nostro benessere, accade che se qualcuno o qualcosa li tiene per qualche motivo lontani da noi, o rischia di danneggiarli, in noi nasce la gelosia.

Se ad esempio il lavoro, lo sport, gli amici, un hobby o i parenti occupano il tempo del nostro partner è probabile che in noi si generi questo sentito in quanto potremmo arrivare a sentirci esclusi o poco importanti per lui/lei o potremmo pensare che queste situazioni ci “rubino” il tempo – e quindi le emozioni positive – che potremmo provare se fossimo in sua presenza.

Questo accade perché quando siamo gelosi tendiamo a vedere le cose in un’ottica di scarsità.

Percepiamo sempre come troppo poco il tempo che abbiamo a disposizione con quella persona, poche le cose che facciamo insieme, poco lo spazio che abbiamo nella sua vita e questo fa sì che tutto rappresenti una minaccia.

In pratica se abbiamo bisogno di qualcuno per stare bene, chiunque tenga questa persona lontana da noi diventerà il bersaglio della nostra gelosia e questo vale anche se la lontananza è di breve durata, come può ad esempio essere il tempo di una serata in compagnia di amici.

E quanto detto per le persone è applicabile anche per le cose: più siamo nel bisogno e più siamo gelosi se qualcuno, anche per poco tempo, ci priva della presenza della fonte del nostro benessere.

tristezza gelosia

Gelosia significa quindi possesso: non ci può essere gelosia senza possesso.

Non siamo infatti gelosi della macchina, del pc, del partner, dei figli di qualcun altro, ma solo delle cose che riteniamo nostre. Ed è proprio il crederle “nostre” che ci fa pensare di poterne averne il totale controllo e la totale esclusiva.

E se è vero che gli oggetti possono anche essere nostri, questa cosa non può sicuramente sussistere con le persone. Nessuno ci appartiene e su nessuno abbiamo il diritto di esclusiva.

Il punto è che il possesso non è una cosa formale bensì psicologica, ne consegue che tutto quello di cui siamo gelosi (es. tempo del nostro partner, attenzioni di un genitore verso un fratello o sorella, riconoscimenti del datore di lavoro, ecc) nel momento in cui viene dato agli altri lo consideriamo tolto a noi.

E quando questo succede cosa tendiamo a fare?

Generalmente tendiamo a reagire con rabbia, emozione attraverso la quale cerchiamo di:

  • imporre dei limiti di tempi, luoghi, persone,
  • allontanare la fonte del nostro benessere dalle persone o situazioni che riteniamo pericolose,
  • imporre cosa l’altro può o meno fare.

Tutte azioni che non possono non portarci nel controllo: facciamo domande o indaghiamo di nascosto in tutti i modi possibili per sapere dov’è stata, cos’ha fatto, chi ha incontrato la persona della quale siamo gelosi.

Oppure facciamo domande o indaghiamo di nascosto per sapere se qualcuno ha toccato o meno le nostre cose. In pratica, il bisogno è lo stato da cui si origina la gelosia, mentre controllo e possesso ne sono le conseguenze.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, delle domande interessanti su cui riflettere potrebbero essere:

  • Quanto la gelosia è legata al fatto che amiamo veramente?
  • È veramente un modo con il quale dimostriamo che teniamo alla persona o alla cosa verso cui proviamo questo sentito o è solo legata al fatto che le utilizziamo per raggiungere la nostra felicità, il nostro benessere?

La gelosia in amore

Direi che quanto visto fino ad ora rende evidente che la gelosia è un’emozione che deriva dalla paura e dove c’è paura non vive l’amore.

Nel controllo non c’è amore.
Nel possesso non c’è amore.
Nella limitazione della libertà dell’altro non c’è amore.

Per approfondire leggi anche: La reale differenza tra l’innamoramento e l’amore

E visto che la gelosia si caratterizza attraverso il controllo, il possesso e non ammette libertà perché la ritiene pericolosa, significa che questo sentito non ha nulla a che vedere con l’amore.

Non dipende dall’amore che proviamo per l’altro ma dalla paura che questo non ci dia ciò di cui abbiamo bisogno.

Non dipende dall’amore che proviamo per la cosa o l’oggetto ma dalla paura che perderlo o danneggiarlo ci renda la vita più impegnativa.

gelosia in amore

Di fatto, che ne siamo consapevoli o meno, questa emozione non ci fa dare valore alle persone o alle cose, bensì solo al ruolo che per noi ricoprono. Ne consegue che se troviamo un sostituto per la nostra felicità, allora la loro importanza passa per noi in secondo piano.

La gelosia vive nell’attaccamento, nell’egoismo, nel possesso e nel bisogno, e dove c’è tutto questo c’è solo paura.

In questa dinamica l’attenzione è infatti posta totalmente su di noi, sui nostri bisogni, sul nostro stare bene, non è rivolta all’altro, all’oggetto o al noi in uno scambio di amore.

È perciò errato pensare che la gelosia sia la conseguenza dell’amore che proviamo per qualcosa o qualcuno, e anche se è luogo comune credere che derivi dall’interesse verso l’altro, in realtà non ha nulla a che vedere con questo.

Ha solo a che vedere con l’idea errata che la nostra felicità dipenda da qualcuno o qualcosa di esterno che riteniamo importante, quando in realtà la felicità è un’emozione che dipende solo da noi.

Siamo noi a generarla o meno attraverso i nostri pensieri, i nostri comportamenti, le nostre scelte, le nostre azioni.

Noi e solo noi possiamo originare le emozioni che proviamo negative o positive che siano.

Quando veramenente arriveremo a comprendere che la nostra felicità, il nostro benessere, la nostra serenità non sono un qualcosa di delegabile, un qualcosa che arriva da chissà dove, un qualcosa che possiamo o abbiamo da essere ma, al contrario, è uno stato che noi e solo noi possiamo generare momento dopo momento, allora e solo allora arriveremo ad averla nella nostra vita.

Come scrive Paolo Borzacchiello:

“la felicità non è altro che il risultato di un particolare mix di ormoni. E gli ormoni si possono produrre a proprio piacere, facendo o dicendo cose, non facendo o non dicendo cose. Fare felicità è semplice quanto cucinare un piatto di spaghetti al pomodoro: se hai gli ingredienti e sai come usarli, ti basta metterti ai fornelli. Certo non basta cucinare una volta per avere la cena pronta tutte le sere: se vuoi mangiare tutte le sere, devi cucinare tutte le sere”.

Tutto dipende da noi!

Cosa possiamo fare per andare oltre la gelosia?

numero 1 Scegliere di fare la nostra felicità

La felicità è in nostro potere e la cosa saggia che possiamo fare è sceglierla.

Se giorno dopo giorno, ad esempio attraverso le modalità che abbiamo visto nell’articolo “Come generare emozioni positive per una vita senza negatività” ci impegnassimo a costruire la nostra felicità, non avremmo più bisogno di legare e delegare a qualcuno o a qualcosa il nostro stare bene.

Al contrario finché con i nostri pensieri continueremo ad alimentare emozioni negative è ovvio che andremo a cercare fuori qualcuno o qualcosa che ci faccia stare bene.

Questa è però la scelta che ci porterà nel meccanismo di bisogno e quindi nella paura di perdere chi o cosa ai nostri occhi è la fonte delle nostre emozioni positive.

Le nostre emozioni dipendono solo da noi e non da quello che accade all’esterno, per cui andare a cercare fuori la fonte del nostro star bene significa solo mettersi in trappola.

Imparare a generarci la felicità ci permette invece di passare dal malessere e dalla paura, alla gioia e all’amore. Imparare a generarci la felicità ci libera dal bisogno che sia qualcun altro a farlo: ci permette di liberare sia noi stessi e che altri.

numero2Scegliere e allenare la libertà interiore

Abbiamo da imparare a vivere in maniera libera la nostra vita perché se per primi non ci sentiamo liberi difficilmente accetteremo che lo siano gli altri.

Chi si sente libero lascia libero, chi non si sente libero, non dà libertà.

Se ci sentiamo obbligati a fare o non fare delle cose, a dirne o non dirne altre, se ci sentiamo vincolati a rispettare determinati schemi, determinate regole, se siamo governati dalla paura, difficilmente ci sentiremo liberi.

La vera libertà è infatti quella mentale.

Abbiamo da costruire la nostra libertà se vogliamo sentici tali, cosa che ci permetterà di lasciare agli altri la stessa possibilità.

concetto di libertà

numero3 Scegliere la condivisione

La gelosia vive nell’egoismo e se dentro di noi siamo abitati dalla percezione di scarsità è ovvio che tenderemo a vivere con l’idea che abbiamo da prendere e pretendere.

Pretendere e prendere il tempo, lo spazio, le cose dell’altro sono atteggiamenti di paura che sono agli antipodi rispetto all’amore che vive nel dare (con equilibrio). Scegliere di condividere non può che essere quindi un atto d’amore.

 Scegliere di osservare, comprendere e affrontare le nostre paure.

È la paura che genera bisogno, attaccamento e quindi gelosia. Osserviamo le nostre paure e prendiamocene cura, farlo ci renderà via via sempre più sicuri, autonomi, liberi.

nuemro5 Scegliere di Amare

Scegliamo di amare in quanto chi ama:

  • non toglie la libertà!
  • Si prende cura di sé stesso, dell’altro, delle cose, della Vita.
  • Mette in atto gesti di insensata Bellezza, di gentilezza gratuita che fanno stare bene lui o lei per primo.
  • Sente gratitudine per tutto ciò che c’è nella sua vita: lo vede e lo riconosce come un grande dono.
  • Sceglie pensieri costruttivi e parole costruttive che generano emozioni positive.
  • Sceglie di condividere
  • Sceglie di allenare costantemente la propria libertà interiore.
  • Sceglie di fare la propria felicità.

L’amore vive nel voglio non nel devo: Vogliamo costruire il nostro benessere?
L’amore è una scelta non un dovere: lo scegliamo?

E visto che l’amore vive nel voglio ed è una scelta, è bene che osserviamo che non è per dovere o perché noi lo controlliamo che qualcuno ci amerà. Possiamo imporre scelte, comportamenti, azioni ma non potremmo mai imporre l’amore.

Alla luce di quanto visto, vincere la gelosia richiede azione e la scelta di agire è completamente nelle nostre mani. Come cambierebbe la nostra vita se decisessimo di passare dalla paura all’amore?

Come cambierebbe la nostra vita se invece di lasciare spazio alla gelosia agissimo per andarci oltre?

Buona sperimentazione.

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