Innamoramento e amore spesso vengono considerati una cosa sola e si crede che il primo sia ciò che conduce al secondo. Ma in realtà innamoramento e amore non hanno niente in comune, sono strade completamente diverse che portano a vivere differenti tipologie di relazione.
Spesso la sofferenza nasce proprio dal considerare sinonimi stati emotivi opposti tra loro.
Vediamoli meglio con questo articolo.
Cos’è l’innamoramento?
L’innamoramento si può considerare come un turbamento emotivo, un forte desiderio, una passione bruciante verso quel qualcuno che per un qualche motivo ha attirato la nostra attenzione.
Si dice che è un qualcosa che accade, che non dipende da noi, mentre in realtà, a mio avviso, non è così.
Tra tutte le persone che giornalmente incontriamo, non ci innamoriamo di una persona qualunque ma solo di chi ha delle caratteristiche ben precise che ci piacciono e che attirano la nostra attenzione.
Praticamente ci innamoriamo di qualcuno che corrisponde, dal punto di vista fisico, comportamentale o caratteriale, al nostro modello ideale di partner.
Da qui si può comprendere quanto questo stato non sia un qualcosa di fortuito, di casuale, un qualcosa che semplicemente “accade”. Al contrario, è sempre e comunque una scelta che, per quanto inconsapevole, dipende da noi.

Come riconoscere la fase dell’innamoramento: i sintomi
L’esperienza dell’innamoramento è unica e ci fa vivere alti e bassi emotivi come fossimo sulle montagne russe:
- l’innamorato è il primo pensiero del mattino, costantemente presente in quello che facciamo durante il giorno ed è anche l’ultimo pensiero della sera.
- Il nostro umore cambia repentinamente a seconda di come si comporta: sprizziamo di gioia se ci chiama e se ci dà attenzioni, mentre andiamo in ansia se non lo fa.
- Facciamo di tutto per stare il più possibile con lui o lei mettendo ogni altra cosa al secondo posto.
- Quando siamo in sua compagnia è tutto bello, e stiamo bene.
- Proviamo rabbia se qualcuno o qualcosa ci impedisce di stare insieme, di vederci o di sentirci.
- Proviamo frustrazione se ci sono problemi nella relazione ma al contempo abbiamo un’estrema fiducia che tutto si risolverà per il meglio.
- Per stare con questa persona possiamo anche arrivare a mentire se qualcuno cerca di impedirci di incontrarla.
- Tutto il tempo che abbiamo a disposizione, e anche quello che non abbiamo, lo dedichiamo a lei o fisicamente se possiamo stare insieme oppure mentalmente se questo non è fattibile.
Vi rivedete in tutti o in qualcuno dei punti elencati sopra? Se avete sperimentato questo stato credo di sì!
Da tutto questo emerge forte e chiaro che l’innamoramento ci porta nella dipendenza affettiva.
Innamorarsi dell’idea dell’amore: quanto può durare?
Questa fase di innamoramento ci fa credere erroneamente che il nostro stare bene, il nostro provare emozioni positive, dipenda dalla presenza di quella persona nella nostra vita, quando in realtà queste si originano esclusivamente dal modo in cui ci approcciamo a lei, da come la vediamo e la pensiamo.
Cosa esattamente ci porta a originare questo stato?
Quando incontriamo la persona che ha tutte o alcune delle qualità che abbiamo sempre desiderato facciamo una cosa ben precisa che crea dentro di noi questo sentimento: la pensiamo tanto e lo facciamo con desiderio, con passione, ci immaginiamo interazioni speciali e ci vediamo felici.
Costruiamo nella nostra mente un mondo ideale e fantastico, eccitante e coinvolgente, dolce e romantico e chi più ne ha più ne metta.

Non ci innamoriamo mai quindi di qualcuno ma sempre e solo dell’idea, del sogno, dell’illusione che ci siamo fatti su di lui o lei.
Per questo quando siamo innamorati l’altro ci appare sempre meraviglioso e perfetto: non lo stiamo guardando per ciò che è, la sua storia passata non ci interessa, le sue vicissitudini precedenti le giustifichiamo tutte, in quanto stiamo dando totale potere alla visione che ce ne siamo fatti.
Di fatto l’innamoramento è un processo totalmente nostro, la persona scelta non centra nulla. Non ci interessa veramente conoscerla, comprenderla, capirla, ci interessa solo che lui o lei sia come noi la vogliamo.
L’innamoramento è infatti egoista, al centro non c’è mai l’altro ma ci siamo sempre e solo noi.
Desideriamo e vogliamo quella persona perchè ci piace e perchè pensiamo che grazie alla sua presenza nella nostra vita saremo felici, facciamo di conseguenza di tutto per averla e per iniziare una relazione con lei.
Per approfondire leggi anche: “Ma è davvero amore ciò che provo?” Come capire se è vero amore.
E se dopo un po’ di tempo, iniziamo a notare che magari non è più così meravigliosa e perfetta cosa succede? Iniziamo a giudicarla, a criticarla, a trovarle tutti i difetti del mondo fino ad arrivare a “sostituirla”, a “cambiarla” con una di “migliore”.
Ecco che qui finisce l’innamoramento!
Di fatto smettiamo di provare questo sentimento quando la fantasia che avevamo in testa si scontra giorno dopo giorno con la realtà.
Quando iniziamo a vedere che davanti a noi c’è una persona vera con la sua storia, le sue ferite, i suoi bisogni, le sue paure, i suoi desideri.
Questo la fa passare dal “sei ciò che ho sempre desiderato” al “non sei come pensavo”.
E questo ci porta a rimetterci a caccia di un’altra preda con l’illusione che “la prossima sarà quella giusta”.
In realtà visto che “quello giusto, quella giusta” non esiste, potremmo andare avanti così per tutta la vita a meno che, ad un certo punto, non scegliamo di iniziare ad amare cosa che può avere inizio solo se decidiamo di mettere da parte l’illusione che l’innamoramento vesta questa energia.
Non può farlo in quanto, come abbiamo visto, è uno stato che si basa sull’egoismo, sulla dipendenza e quindi sulla paura che è l’esatto opposto dell’amore.
Cosa rende l’amore diverso dall’innamoramento
L’amore è una scelta consapevole che si manifesta e vive concretamente nel concentrarsi sull’altro per osservarlo, conoscerlo profondamente, comprenderlo, accettarlo, accoglierlo, perdonarlo.
E attraverso lui facciamo anche l’esperienza di osservare, scoprire, conoscere, comprendere, accettare, accogliere, perdonare sempre più intimamente noi stessi.
L’amore è quel sentimento che unisce ragione ed emozione, che vive e si manifesta nel libero legame: “Sto con te (legame) perchè ti vedo e ti scelgo ogni giorno per ciò che sei (libero)”.
L’amore è frutto della volontà.
È un atto di volontà e di un modo di pensare utile ad originare una relazione effettivamente basata su questo sentimento.
Il pensiero portante è “Scelgo te, scelgo di restare e di perseguire il tuo bene…ed il mio”. Chi sceglie di amare troverà sicuramente i modi migliori per esprimere concretamente questa sua decisione.
E se nella coppia entrambi scelgono di volersi allora ci sarà vera unione, in caso contrario sarà facile perdersi.

Perchè l’amore è l’esatto opposto dell’innamoramento
Nell’innamoramento il centro siamo sempre e solo noi, l’altro ci interessa nella misura in cui può renderci felici.
E la domada è: se la nostra felicità dipende da questa persona come potremmo osservarla veramente, accettarla totalmente, accoglierla nelle sue debolezze, perdonarla se “sbaglia”?
Se la nostra felicità è nelle sue mani come potremmo accettare che manifesti ciò che è?
Non sarebbe una cosa possibile in quanto vedremmo in modo negativo il tempo che dedica a se stessa, ai suoi interessi, alle sue passioni, alla sua indivudualità, lo percepiremo come disamore nei nostri confronti.
Nell’innamoramento pretendiamo infatti che l’altro ci metta al centro della sua vita, vogliamo essere la persona più importante e faremo di tutto per farlo accadere.
Nell’amore invece il centro è proprio l’altro, vogliamo vedere chi è, siamo curiosi di conoscerlo sempre di più, desideriamo esserci per sostenerlo e rinfrancarlo nei suoi momenti di difficoltà, siamo disponibili a comprenderlo, a dargli attenzione, ascolto, a prenderci cura.
Nell’amore non rimaniamo ad attaccarci ad un’idea inesistente e falsa di perfezione.
Nell’innamoramento vive la paura! La paura di perdere la fonte a cui attribuiamo il nostro benessere, la nostra felcità. Nell’amore vive la fiducia! L’amore sa che la felicità possiamo coltivarla e trovarla solo dentro di noi e che solo da questo piano possiamo viverla e condividerla.
Nell’innamoramento vive il cosa posso prendere, nell’amore il cosa posso dare.
E se siamo veramente nell’amore, se conosciamo veramente questa energia, il dare non toglie nulla a noi. Nel dare all’altro non perdiamo nulla di noi stessi, non ci svuotiamo ma, anzi, ci nutriamo ancora di più e sempre di più.
Da quanto visto credo emerga forte e chiaro che l’innamoramento non è amore, che se siamo nell’innamoramento non possiamo amare, e che anzi l’innamoramento è un ostacolo all’amore.
Spesso mi è stato chiesto qual è il senso di scegliere l’amore che richiede impegno, se è nell’innamoramento che si provano le passioni e le emozioni più forti.
Credo che la risposta stia nell’esperienza.
Sappiamo cosa si prova ad essere innamorati ma sappiamo veramente cosa proviamo nell’amare?
Se entrambi i partner scelgono l’amore e l’amare diventa il fulcro della relazione questa diventa il luogo di condivisione più esilarante di qualsiasi cosa abbiamo mai provato quando eravamo infatuati.
E questo ci richiede di osservare e comprendere se ha veramente senso portare avanti una determinata relazione, se effettivamente quella relazione che stiamo vivendo si basa su pilastri sani.
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Molto importante tutto quello che hai scritto, è il primo post che mi capita sotto mano dove finalmente trovo delle risposte esaustive, mi si apre un varco alla mia storia con il compagno attuale.
I due passaggi : ho vissuto l’innamoramento che mi rendeva felice ” finché lo avevo accanto e infelici quando si allontanava perché lo accusavo di non volermi bene abbastanza. Ora con questo post leggendolo ho capito che sono al secondo passaggio quello dell’amore, comprendo di più i suoi motivi, le sue esigenze, non scalpito più come una bambina agli imprevisti e so aspettare, non mi faccio più aspettative per non avere delusioni, e scaccio via i pensieri negativi che prima mi distruggevano, in tutto ciò sono passati quattro anni di relazione che non è poco, ma lui è una persona in gamba, ha capito il mio disagio emozionale e con tanta pazienza stiamo arrivando a un buon punto di relazione.
Grazie 😘💕
Che meraviglia questo tuo feedback Cecilia.
Sì è proprio vero, nella fase dell’innamoramento accade proprio ciò che dici tu in quanto siamo nella pretesa, nel voglio per me.
Nel secondo passo, c’è l’apertura all’altro, la comprensione, la voglia di crescere insieme.
Direi bellissima questa esperienza che stai e state vivendo.
🌺💪
La cosa che non capisco è questa : se l’innamoramento è egoista, allora in una relazione di coppia… E obbligatorio che ci sia inizialmente l’innamoramento? Non si può scegliere di amare già?
Rosy.
Sì Rosy, conoscendo la differenza, si può scegliere di amare fin da subito.
L’innamoramento non è una fase necessaria per poi amare visto che l’amore è sempre e comunque una scelta. 😊
Voglio fare l’avvicati del diavolo: quello che scrivi si potrebbe riassumere anche in : istinto e raziocinio, fuoco e acqua, emozione e appiattimento;
e quindi interpretare in maniera esattamente opposta da come lo descrivi: ad innamorarsi si rischia ad amare si investe sulla stabilita. Quindi perché non vedere più egoistico l’amore dove “scegli” ogni giorno quella persona in modo calcolato?
Direi che dipende sempre da come si sceglie o meglio su cosa si basa la scelta.
Se si sceglie in base ad un interesse personale, per convenienza, per avere in qualche modo un guadagno (ovvero in modo calcolato), certo che è egoistico ma qui per me non vive più l’energia dell’amore.
Se invece si sceglie di stare nella coppia nonostante le difficoltà, nonostante sia impegnativo ovvero se si sceglie di credere nella relazione nonostante tutto (visto che il “tutte rose e fiori” non credo esista) e soprattutto se si sceglie di esserci in modo maturo e non per bisogno allora non facciamo più calcoli, che probabilmente da una parte o dall’altra non tornerebbero, ma semplicemente decidiamo di coltivare il noi.
Nel “noi” siamo pro-attivi verso la relazione, non egoisti verso noi stessi.
Per me dipende sempre tutto dall’obiettivo che uno si pone e da come e perché decide di perseguirlo.
Complimenti, hai scritto spiegando benissimo la differenza tra amore e innamoramento, dando voce e ordine ad un pensiero che avevo da tempo ma che non avrei saputo esprimere in modo migliore. Le persone dovrebbero essere educate su questi argomenti fin da piccole perché la quantità di errori che facciamo sono enormi. Continua così e grazie
Ciao Andrea, grazie.
Sono d’accordo con te.
L’indipendenza emotiva avrebbe da esserci insegnata fin da subito.
Il nostro benessere è strettamente legato a questa consapevolezza.
Eppure non è mai troppo tardi per imparare 😉
Condivido Mara, bell’articolo.
Credo che però ci sia anche una decisa componente “genetico/emotiva” in alcuni di noi nel farsi travolgere dalle emozioni dell’innamoramento al punto da perdere realmente se stessi.
L’ho vissuto alcune volte, con le stesse dinamiche…solo nel momento che ho, in buona parte, superato quella dipendenza compensatoria, ho iniziato a scegliere di amare. Ricordo l’innamoramento viscerale come qualcosa legato ad un vuoto emotivo, a una vecchia perdita mai recuperata…da li la ricerca disperata di persone da rendere le nostre divinità, ci danno vita, energia…Amare è proprio altra cosa è brace che brucia lentamente, nel profondo. E qualcosa di davvero temerario, una direzione, un cammino.
Cari saluti e ancora grazie per le parole.
Caro Emiliano non so se ci sia una parte “genetica” che intervenga in quanto hai descritto. Sicuramente c’è una componente emozionale che può tramandarsi di generazione in generazione attraverso l’esempio genitoriale.
Per amare è necessario essere nell’adultità emotiva e non nel bisogno, come dicevi anche tu.
Grazie per questo tuo feedback
Ciao Mara grazie per l’articolo è stato illuminante .
complimenti per l’articolo. Pero’ mi rimangono dei dubbi. Scritto cosi che differneza c’è quando tu dici “amare un persona” tra due persone che hanno finito l’innammoramento ed ora sono convinte di amarsi ed altre due che hanno finito l’innammoramento ma il cui affetto seppure profondissmo è come quello che ci potrebbe essere tra un fratello ed una sorella? A mio avviso la componente sessuale e ludica è quello che da continuità ad un amore vero. La capacità di “accogliere” l’altra persona, starle vicina e comprenderne i suoi bisogni e saperla accettare per quello che è con tutti i suoi limiti non può essere la sola prerogrativa per poter stabilire se tu ami ancora quella persona o no. Altrimenti finirebbero solo gli amori dove l’una e la’ltra persona vanno in conflitto. Mentre spesso ne finiscono altri dove l’affetto che rimane è fortissimo ma non sufficiente per poterlo dichiarare amore. Non so se sono riuscito a spiegarmi
Roberto
Grazie per questa domanda Roberto.
Per me amore è amore. Non esiste un amore vero e un amore non vero…quello “non vero” di fatto non è amore. Potrebbe essere invece bisogno.
Ti chiedo: veramente quando in una relazione manca la componente attrattiva/sessuale manca l’amore o manca “semplicemente” questa componente che in una relazione di coppia potrebbe sicuramente essere significativa (non per tutte però lo è)?
Spesso associamo l’Amore alla relazione di coppia in realtà, per come la vedo io, l’amore va oltre la coppia.
Anche se la relazione finisce (per, ad esempio, mancanza di attrazione) l’amore tra le due persone può comunque continuare.
Semplicemente quella relazione perde di senso come relazione di coppia (i cui piani sono il fisico, il sessuale, l’emotivo, il progettuale e il valoriale) ma non come relazione in cui le parti possono continuare a volersi bene, comprendersi, sostenersi, ecc.:)