Tutto inizia con un battito. Quando sembra che non ci sia nulla, lui c’è e spinge prepotentemente perché tutto il resto si formi attorno a Sé.

È importante ricordarsi di questo soprattutto quando arriviamo a sentirci smarriti, persi, tanto da percepirci soli.

In quei momenti di disorientamento, non c’è davvero nessuno pronto ad intervenire per sostenerci? 

Normalmente quando accusiamo la Vita di qualcosa, si fa avanti un grande senso di impotenza e di smarrimento che non ci permette più di avanzare nella nostra strada, o almeno in quella che pensavamo fosse corretta!

Il senso di separazione diventa molto forte e ci porta a sentirci insicuri, senza una direzione, ci porta ad avere una visione distorta della realtà che potrebbe portarci nella disperazione.

Se questo accade potremmo sentire di non avere più la forza per procedere.

Ecco, questo è il momento di fermarsi per ricercare quel faro che ha la capacità di riorientarci e guidarci di nuovo nel nostro navigare l’esistenza.

I marinai dei tempi andati, quando ancora non esistevano gli strumenti di orientamento, potrebbero raccontarci molto delle loro paure, del loro sentirsi persi.

Anche una minima luce, in qualsiasi parte dell’orizzonte veniva vista come la salvezza.

Stare in mezzo al mare, di notte, dove l’oscurità dell’acqua si confonde con il buio di un cielo coperto da nuvoloni, ci toglie tutti i riferimenti. In tutti questi casi la cosa saggia da fare è comportarsi come facevano loro che si fermavano esattamente dove si trovavano.

In quel momento l’unico posto sicuro era la nave. Non sapendo dove andare non potevano sicuramente avanzare.

Il disorientamento ci immobilizza: favoriamolo con saggezza.

Se ci perdiamo è perché probabilmente avevamo dimenticato che esisteva la bussola o magari non avevamo ancora imparato come utilizzarla.

Alla luce di questo, prima che la Vita ci blocchi, impariamo ad utilizzare la nostra bussola interiore che ha sede nel nostro cuore.

E con il termine cuore intendo quel luogo appartato, protetto, custode, intimo e confidente che esiste in noi. 

  • Non abbiamo da andare alla velocità degli altri. 
  • Non abbiamo da misurarci con le capacità altrui.
  • Non abbiamo da restare ancorati ad un riferimento.
  • Non abbiamo da guardare la rotta degli altri.

Il cuore ci insegna ad espanderci nella nostra unicità, a manifestare ciò che siamo, non ad uniformarci o a reprimerci per chissà quale ragione.

È qui che l’intelligenza della Vita diventa maestra: tutto ciò che ci accade e che ci fa perdere l’equilibrio, ci vuole in un posto migliore per noi.

Per approfondire leggi anche: 4 consigli per togliere la negatività ed essere contagiati dall’amore

Seguire il cuore significa imparare a stare con lui, a rieducarsi all’affidamento.

E come i marinai si sono dotati di strumenti necessari per la navigazione che li portassero a non perdersi, cosa possiamo fare noi affinché questo non avvenga più nella nostra vita?

Mettiamoci in ascolto dei messaggi: il battito della Vita spinge prepotentemente perché ciò che ha da essere si formi attorno a sé. 

Come fare per mettersi in ascolto?

Per ascoltare il cuore è utile prima portarlo in uno stato di coerenza dove il sistema nervoso, cardiovascolare, ormonale e immunitario, lavorano in modo efficiente e armonioso.

In questo stato, i nostri emisferi sono connessi e in equilibrio e questo ci genera armonia interiore.
È qui che possiamo entrare in contatto con questa preziosa intelligenza.

Per generare questo stato appoggiamo una mano sul cuore e portiamo lì la nostra attenzione.

Rallentiamo la nostra respirazione permettendo così al corpo di rilassarsi. Contattiamo dei sentimenti di gratitudine, cura, apprezzamento, compassione per chiunque o per qualsiasi cosa.

Colleghiamoci poi al nostro corpo e prendiamo nota di qualsiasi sensazione ci abiti.
Se c’è disagio facciamoci questa domanda: “Che messaggio c’è qui per me?”

Dopodiché ritorniamo al corpo e ascoltiamo cosa emerge: sensazioni, parole, immagini.

Annotiamo tutto e stiamo con ciò che è.
E se non arriva nulla va bene comunque.

Agiamo con fiducia in questo modo ancora e ancora, al momento giusto tutto si manifesterà.

Talvolta abbiamo proprio bisogno di “perderci” per finalmente trovarci o ritrovarci.

Se ti è piaciuto l’articolo condividilo sui tuoi canali e lasciami un commento!

Per continuare a ricevere i miei aggiornamenti e contenuti, ti invito ad iscriverti alla mia lista broadcast su WhatsApp, cliccando sul bottone qui sotto e inviandomi il messaggio “voglio iscrivermi alla lista”. Potrai cancellarti in ogni momento.

pulsante iscriviti whatsapp

Condividi con i tuoi contatti: