Spesso mi viene chiesto come sia possibile capire se, per la persona che ci piace, proviamo solo attrazione fisica o anche amore.

La domanda è tutt’altro che banale e trovare la nostra buona risposta ci richiede di comprendere delle differenze sostanziali: prima di tutto quella tra emozioni e sentimenti. 

Talvolta tendiamo ad associare a queste parole lo stesso significato, quando in realtà esprimono due concetti diversi seppur sottilmente legati l’uno all’altro. Vediamolo insieme.

La differenza tra le emozioni e i sentimenti: dove si trova l’attrazione fisica?

Le emozioni sono degli stati intensi e di breve durata. Sono una risposta sia mentale che fisica ad uno stimolo esterno o interno. Ci portano a vivere dei cambiamenti fisici come ad esempio l’aumento del battito cardiaco, le mani che sudano, lo stomaco che si chiude, il respiro che si fa più veloce, ecc.

Sono quindi un qualcosa di visibile che acquisisce una funzione relazionale.

Possiamo paragonare le emozioni ad un’onda irruenta che ci coglie di sorpresa, ci travolge e ci attraversa.

I sentimenti invece sono un qualcosa di più pacato, intimo, interiore e soggettivo. Hanno la caratteristica di essere persistenti nella nostra vita e solitamente non sono visibili all’esterno.

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Generalmente li proviamo per qualcuno o qualcosa di importante per noi.

Da questo si può comprendere quanto l’attrazione fisica appartenga più alla sfera delle emozioni mentre l’amore a quella dei sentimenti. Un sentimento che si origina da un cambiamento interiore derivante da una scelta: la scelta di amare.

Per approfondire leggi anche: Ma è davvero amore ciò che provo?

Da cosa nasce l’attrazione fisica?

Ciò che origina l’attrazione fisica è ancora un mistero anche se, ad oggi, sono state individuate tre possibili fonti:

  • la fonte evoluzionistica, secondo la quale siamo attratti da partner che ci permettono di concepire e crescere figli sani,
  • i condizionamenti culturali che ci trasmettono modelli estetici che tendono a influenzarci più di quanto crediamo,
  • i gusti e le esperienze personali che vedono come protagonisti i nostri pensieri.

Tutti abbiamo delle regole interiori, generalmente automatiche e inconsapevoli, che ci dicono quali caratteristiche fisiche, mentali o caratteriali ha da avere una persona per essere vista da noi come “piacente, attraente e attrattiva”.

Le nostre regole interiori non sono altro che il risultato delle esperienze che abbiamo vissuto durante la nostra vita: sono quindi un qualcosa di molto personale e soggettivo.

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Questo spiega perché possiamo provare attrazione fisica verso una persona che a qualcun’altro non suscita alcun interesse o addirittura gli genera evitamento.

Di fatto le esperienze vissute, soprattutto se le abbiamo legate ad intense emozioni positive o negative, hanno avuto la capacità di programmarci.

Ne consegue che oggi, le esperienze di allora catalogate dentro di noi come positive, ci spingeranno a trovare qualcuno che ce le possa far rivivere.

Al contrario, cercheremo di evitare quelle che temiamo ci facciano riviere delle emozioni “negative”. In realtà quest’ultime, potremmo anche inconsapevolmente ricercarle per darci l’occasione di superare una nostra ferita del passato.

Tutti questi motivi spiegano perché, in mezzo a tutta la gente che quotidianamente incontriamo, solo per alcuni percepiamo attrazione fisica, mentale o emozionale.

Queste persone soddisfacendo la nostra idea di attraente e attrattivo fanno scattare in noi il desiderio di conoscerle a vari livelli (fisico, mentale e/o emotivo).

E questo desiderio si manifesta concretamente attraverso tutti quei segnali che caratterizzano l’attrazione, come ad esempio il battito cardiaco accelerato, un possibile dilatamento delle pupille, l’alterazione del tono di voce che generalmente tende ad abbassarsi, le mani che sudano o che al contrario diventano gelide, il rossore in viso…

Praticamente il nostro corpo, risponde istintivamente a un nostro spesso inconsapevole pensiero che dice: “lui o lei può rendermi felice”.

Per approfondire leggi anche: la reale differenza tra innamoramento e amore

Attrazione fisica, mentale ed emozionale

Generalmente è l’attrazione fisica la prima a colpirci, ma dopo i primi momenti entrano in gioco anche quella mentale ed emotiva. Dentro di noi tutti abbiamo infatti un’idea di come ha da essere sia fisicamente ma anche mentalmente e caratterialmente il nostro partner ideale.

Friends” è stata una serie televisiva che, a mio avviso, ha messo bene in evidenza con Phoebe, una delle protagoniste, la dinamica dell’attrazione nel suo complesso.

Phoebe è attirata da due uomini: un pompiere e un insegnante.

Per il primo che è forte e muscoloso prova una grande attrazione fisica. Per il secondo che è romantico e colto prova sia un’attrazione mentale che emozionale.

Il problema è che non sa quale dei due scegliere. Entrambi, per motivi in apparenza diversi, le fanno battere il cuore.

cuore che batte

Dopo averci pensato e ripensato decide di chiudere la relazione con il pompiere. Ma non appena gli comunica la sua scelta lui scoppiando a piangere e facendole vedere un diario dove aveva scritto tante cose romantiche per lei, le mostra il suo lato sensibile, dolce, tenero e affettuoso.

Questo fa cambiare idea a Phoebe. Pensando di aver trovato l’uomo ideale, decide di continuare la sua storia con lui e di chiudere la relazione con il professore.

Quando va a informare quest’ultimo della sua decisione lo trova in tenuta da lavoro che sta facendo dei lavori in casa. Scopre così un uomo prestante, forte e muscoloso. Tutte caratteristiche che prima non aveva mai notato.

E questo la mette in nuovamente in difficoltà: ancora di più non riesce a decidersi tra i due.

Alla fine sarà proprio lei ad essere lasciata dai due uomini una volta che scoprono il suo “doppio gioco”.

Al di là del finale trovo sia interessante chiedersi cosa vedesse in loro Phoebe.

Una probabile risposta è che in loro vedesse manifestate le caratteristiche che desiderava in un uomo: la dolcezza, il romanticismo, la cultura, la forza, la prestanza, il bel fisico.

Il punto è che quando le ha notate in entrambi è entrata in crisi.

Tutto questo ci porta a comprendere una cosa fondamentale: la maggior parte delle nostre preferenze ha un perché e, se vogliamo essere padroni della nostra vita, è fondamentale che lo portiamo alla luce.

E una domanda che può aiutarci è: a cosa mi serve?

L’attrazione fisica, mentale ed emozionale mette in luce i nostri bisogni

Perché ci attrae una persona forte? A cosa ci servirebbe averla vicino? Soddisferebbe forse il nostro bisogno di protezione?

Perché ci attrae una persona sensibile e romantica? A cosa ci servirebbe aver vicino una persona così? Soddisferebbe forse il nostro bisogno di sentirci importanti?

Perché ci attrae una persona colta? Cosa farebbe per noi aver vicino una persona istruita? Soddisferebbe forse il nostro bisogno di sentirci all’altezza?

Che ne siamo consapevoli o meno cerchiamo, ricerchiamo e proviamo attrazione fisica, mentale ed emozionale per tutte quelle persone che pensiamo ci possano far star bene.

Di fatto, le persone non ci attirano per ciò che in realtà sono, bensì per quello che noi pensiamo possano darci.

Se avete qualche dubbio in merito vi chiedo: avete mai smesso di provare interesse per qualcuno o qualcosa quando vi siete accorti che non era più in grado di soddisfare i vostri bisogni?

Se sì, questo sta a significare che non sono le cose o le persone ad attirarci bensì l’idea di loro che abbiamo in testa.

palloncini rosa

E visto che spesso veniamo attirati da ciò che sentiamo di aver bisogno, è importante che comprendiamo qual è il vero motivo che ci fa provare quell’attrazione fisica, mentale o emozionale in quanto non è detto che sia effettivamente la scelta migliore per noi.

Cosa ci attrae esattamente? Perché quel qualcuno ci attira? Lo stiamo veramente scegliendo in modo consapevole o stiamo subendo l’attrazione?

In definitiva, in quei momenti siamo causa o effetto di ciò che viviamo? 

L’attrazione fisica può diventare amore?

L’attrazione fisica può diventare amore. Questo ci richiede però di scegliere di passare dal bisogno dell’altro alla libertà emotiva. Ci richiede di cambiare dentro e di farlo in due.

Per amare veramente non abbiamo da essere nella dipendenza,  non abbiamo da legare il nostro benessere a qualcuno o a qualcosa, non abbiamo, in definitiva, da pretendere dall’altro quello che a noi manca per stare bene.

Questo non significa che non abbiamo da avere bisogni, sarebbe una cosa non umana, significa semplicemente che una volta che questi emergono abbiamo da fare del nostro meglio agendo in prima persona per colmarli anziché delegare questa cosa a qualcun’altro.

Solo se ci assumiamo la piena responsabilità delle nostre emozioni possiamo conoscerci sempre più e diventare sempre più liberi da qualsiasi condizionamento esterno.

Se sappiamo prenderci cura di noi stessi, se per primi riusciamo a colmare con amore i nostri bisogni emotivi, allora non avremmo più necessità che lo faccia qualcun altro.

Ne consegue che se stiamo in relazione con qualcuno anche se non abbiamo bisogno di lui o di lei è perché veramente vogliamo e scegliamo di amare questa persona.

uomo e donna innamorati

Al contrario se quando venendo meno il bisogno decidiamo di chiudere allora vuol dire che in realtà quella persona non l’abbiamo mai veramente amata ma solo “usata”.

Ciò che ci attrae ci controlla e difficilmente staremo bene senza, ma se scegliamo di essere protagonisti della nostra vita, se, cominciando ad amare, scegliamo di essere causa e non effetto e se siamo in grado di farlo entrambi ecco che l’amore può sostituire il bisogno e l’attrazione fisica trasformarsi in questo grande sentimento.

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