Abbiamo sentito dire spesso che la comunicazione efficace è un’abilità fondamentale per la nostra vita, sia privata che professionale. Ma cosa significa concretamente “comunicare efficacemente” e perché è così importante saperlo fare?

Per spiegarvi come la penso faccio un passo indietro.

Lo diceva già il filosofo greco Aristotele:
“L’uomo è un “animale sociale” che cerca la vicinanza dei suoi simili per ottenere aiuto e difesa.”

Oltre a questi, un altro dei bisogni fondamentali per l’essere umano è quello di costruire relazioni significative.

Farsi amici veri su cui poter contare, trovare compagni con cui condividere la vita, sostenersi a vicenda a livello emotivo ancora più che materiale, sono desideri che tutti noi abbiamo.

La comunicazione efficace si inserisce in questo, in quanto è la chiave che ci permette di avvicinarci agli altri in maniera onesta, aperta ed accogliente. Ed è questo il primo passo concreto da compiere se veramente desideriamo costruire un legame profondo con qualcuno.

Quali sono i principi da cui possiamo farci guidare per comunicare efficacemente con chi ci circonda?

Dale Carnegie, ne parla in maniera approfondita nel suo libro “Come trattare gli altri e farseli amici” e con questo articolo, desidero condividere con voi il suo approccio che mi trova pienamente d’accordo.

1° passo: non critichiamo, non condanniamo, non recriminiamo.

Quante volte ci è capitato che qualcuno ci criticasse o ci recriminasse qualcosa?
Come abbiamo reagito?
Immagino che anche voi, come me, vi siate messi immediatamente e istintivamente in protezione.

giudizio mara carraro

Questo accade perché la critica e la condanna sono veri e propri attacchi a cui il nostro sistema risponde nell’unica maniera possibile: la difesa.

Per approfondire leggi anche: quali sono i meccanismi di difesa dell’Io che mettiamo in atto?

Se lo scopo della comunicazione efficace è quello di portare ad un’apertura, al contrario questo tipo di approccio causa proprio l’opposto. Chi lo subisce – e non uso il verbo subire a caso – tende infatti a chiudersi, a cercare di giustificarsi e a provare risentimento.

D’altronde essere criticati ci ferisce e, se è un meccanismo che si ripete abitualmente nel tempo, può portare ad un profondo senso di inadeguatezza ed impotenza.

Come possiamo fare allora per comunicare in modo efficace e costruttivo al diretto interessato qualcosa che non ci piace o che ci trova in disaccordo?

Prima di tutto abbiamo da capire  che è fondamentale uscire entrambi “vincitori” dal confronto. Qualora ce l’avessimo, abbandoniamo l’idea di voler “primeggiare” a tutti i costi sull’altro e apriamoci al desiderio di  comprendere cosa quel suo gesto, atteggiamento, comportamento, quelle sue parole hanno fatto nascere in noi a livello emozionale.

Successivamente contattiamo quali sono i nostri bisogni in merito e infine formuliamo all’altro la nostra richiesta o esponiamogli il nostro pensiero in modo chiaro, onesto e soprattutto rispettoso.

Prima di compiere quest’ultimo passo però è essenziale che ci poniamo nei panni dell’altro per comprendere il suo punto di vista. Solo così potremmo veramente trovare una soluzione condivisa al di là della critica e della condanna.

Cerchiamo di comprendere perché fa o ha fatto ciò che ha fatto, perché dice o ha detto certe parole.

Mettiamoci nei panni della persona: lei vede le cose a modo suo, così come noi le vediamo a modo nostro. Ognuno dà la sua interpretazione a ciò che vive, e agisce di conseguenza.

Prima di parlare cerchiamo di capire cosa faremmo noi se fossimo lui/lei e avessimo la sua stessa storia, il suo vissuto, i suoi desideri e le sue paure.

Giudicare qualcuno equivale a mettergli un’etichetta e questo ci porterà a guardarlo sempre con quegli occhi.

Così facendo però ci perdiamo tante informazioni utili, che ci impediscono di arrivare a conoscerlo e comprenderlo veramente.

Se empaticamente riusciamo a vestire i suoi panni siamo ancora così certi di aver voglia di giudicarlo?

Credo che osservare le cose dalla sua prospettiva ci spingerà a mettere da parte le critiche, che portano con sé chiusura e allontanamento, ed a comunicare con lui utilizzando parole costruttive in grado di generare una soluzione condivisa e quindi un avvicinamento relazionale.

prospettiva diversa margherita

L’onestà è un pilastro fondamentale delle sane relazioni interpersonali e il modo in cui ci poniamo e diciamo le cose all’altro fa la differenza.

Per arrivare a comunicare efficacemente la prima cosa a mio avviso utile da fare è quindi comprendere l’altro e noi stessi in relazione a lui.

Comprendere ci porta al di là della rabbia, del risentimento, della critica e del giudizio.
Ci porta nell’accoglienza e nel desiderio di trovare una via condivisa.

Ci porta dal desiderio di avere “potere sugli altri” a quello di manifestare “potere con gli altri”.

2° passo: facciamo apprezzamenti onesti e sinceri

Per avvicinarci agli altri ed instaurare buone relazioni, non c’è niente di meglio che mostrare il nostro apprezzamento per loro, a patto che sia sincero.

Tutti desideriamo sentirci importanti e desideriamo esserlo soprattutto per le persone che sono importanti per noi o per quelle che hanno comunque una certa rilevanza nella nostra vita.

Facciamo un esempio.

K. è una grande lavoratrice, da anni si dedica al suo incarico con passione e competenza, arriva tutti i giorni con largo anticipo e svolge le sue mansioni in maniera precisa e puntuale. Spesso fa anche più di ciò che le compete con l’intenzione di contribuire al meglio al successo dell’azienda.

Dal canto suo il titolare tende a dare per scontate sia la sua presenza che la sua efficienza, non le evidenzia mai, mentre non manca di criticare quelle – pur pochissime – occasioni in cui K. fa qualcosa che non è di suo gradimento.

Come pensate si senta K.?

Sicuramente non riconosciuta né gratificata e questo, nel tempo, non ha di certo giocato a favore del suo benessere e della creazione di una buona relazione con il suo datore di lavoro!

È molto probabile che lui, dentro di sé, apprezzi il lavoro che K. fa, ma per instaurare una relazione positiva, sarebbe utile che glielo esplicitasse chiaramente.

E lo stesso vale per noi: se riscontriamo una qualità in qualcuno che ci è vicino, nella vita privata o sul lavoro, riconosciamogliela.

apprezzamento cuore e legno

Complimentiamoci, manifestiamo la nostra gratitudine e la fiducia che riponiamo in quel familiare, amico o collega.  Facciamogli capire, senza ombra di dubbio, che lo vediamo e che per noi è importante.

L’apprezzamento e la gratificazione sono un vero e proprio cibo per l’anima.

Cibo di cui tutti noi esseri umani siamo ghiotti: sentirci apprezzati, compresi e approvati ci fa vivere in uno stato di benessere.

E attenzione non sto parlando di adulazione con secondo fine, che non sarebbe affatto utile né proficua, bensì di complimenti sinceri. Pensiamo a quanto felici siamo quando ne riceviamo uno, in questo modo capiremo subito perché possono essere così importanti per chiunque!

E anche se è vero che non abbiamo da dipendere dai complimenti degli altri, teniamo presente che un conto è averne bisogno e ricercarli a tutti i costi e un conto è apprezzarli, accoglierli e goderne quando spontaneamente e sinceramente arrivano.

3° passo: suscitiamo negli altri la nostra stessa volontà

Spesso vogliamo obbligare gli altri a fare ciò che vogliamo noi e quando non ci assecondano tendiamo in vari modi a imporci su di loro.

A tal proposito voglio farvi una domanda: vi è mai successo di rifiutarvi di assecondare qualcuno non tanto perché non eravate d’accordo con quello che vi chiedeva, quanto perché voleva obbligarvi a fare quella determinata cosa anziché lasciarvi liberi di scegliere?

A me sì, e parecchie volte!

Credo che la libertà sia la cosa più preziosa per un essere umano e credo anche che nessuno sia disposto a rinunciarci facilmente.

È probabile che in alcuni casi riusciremo a spuntarla e ad ottenere quello che vogliamo, ma sicuramente nell’agire dell’altro ci sarebbe poca motivazione, poco entusiasmo e probabilmente, non appena gli si paventasse una via di fuga, tornerebbe sui suoi passi.

In più costringere qualcuno a fare quello che vogliamo noi, ci trasforma inevitabilmente in controllori e questo, che ne siamo consapevoli o meno, limita anche la nostra di libertà.

senso di libertà

Un modo diverso per arrivare allo scopo è quello di suscitare negli altri la nostra stessa volontà.

Abbiamo da assicurarci che ciò che chiediamo all’altra persona intercetti e soddisfi anche un suo bisogno, in poche parole abbiamo da assicurarci che quello che le chiediamo serva anche a lei oltre che a noi.

Riadatto una frase del libro di Cargenie che ci può aiutare a comprendere al meglio questo concetto:

“Ciascuno prova interesse per ciò che desidera anche se agli altri non importa niente. E gli altri sono come noi.
A ciascuno interessa quel che piace a lui. La sola via per influenzare una persona consiste nell’interessarsi di quanto interessa a lei.”

A tal proposito, ad esempio, se far mangiare nostro figlio è un’impresa, imporgli il cibo o di finire quello che ha nel piatto potrebbe portare a estenuanti lotte.

Probabilmente anche puntare sul fatto che mangiare gli permette di stare bene, difficilmente ci porterà ad ottenere il risultato sperato.

Quello che in questo caso è utile fare è pensare ai desideri del bambino, fra cui magari c’è quello di diventare forte come il papà. Intercettato ciò che veramente gli interessa possiamo spiegargli che “mangiare bene”, lo aiuterà nel tempo a raggiungere l’obiettivo desiderato.

Ecco che in questo modo, la nostra volontà (che il piccolo mangi) e la sua (diventare forte come il papà) vengono a coincidere e lui agirà per libera scelta.

Dunque cosa vuol dire comunicare in modo efficace?

Comunicare efficacemente, in questo senso, significa focalizzarsi sui vantaggi che una determinata azione o situazione ha per il nostro interlocutore.

Prima di parlare per convincere qualcuno a fare qualcosa fermiamoci e chiediamoci:
“Come posso fare in modo che questa persona arrivi a desiderare la stessa cosa che voglio io?”

E per trovare una buona risposta poniamoci queste domande:

  • Cosa le sta davvero a cuore?
  • Quali sono gli obiettivi che vuole realmente ottenere?
  • Cosa otterrà aiutandomi?
  • Come posso spiegarle i suoi vantaggi?
  • Quello che le chiedo serve davvero a lei, oltre che a me?

Ricordiamoci sempre che l’onestà è un elemento fondamentale nelle relazioni, di conseguenza non fingiamo che per l’altro ci sia un vantaggio se così non è, non agiamo per ingannare in quanto prima o poi la verità emergerà e la perdita di fiducia degli altri è un qualcosa a cui è difficile rimediare.

Per iniziare quindi a rapportarci in modo funzionale con chi ci è vicino, questi sono, a mio avviso, tre passi utili che possiamo mettere in atto: non critichiamo, facciamo apprezzamenti sinceri e cerchiamo sempre di raggiungere anche il loro interesse, insieme al nostro.

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