Esercitare la gratitudine è una scelta che fa bene alla nostra esistenza. Quando siamo grati siamo felici.

E se siamo alla costante della ricerca della felicità risulta chiaro che, per trovarla, occorra allenare un atteggiamento di gratitudine verso noi stessi, la vita, le persone che incontriamo, i luoghi che viviamo, le esperienze in cui ci troviamo immersi.

Il processo della gratitudine è molto semplice e al tempo stesso profondo e impegnativo: ci permette di stare nel presente, godere delle nostre ricchezze e consapevolizzare chi siamo e dove siamo arrivati.

Essere grati aiuta anche ad arricchire le nostre relazioni e questo, lo sappiamo bene, contribuisce a renderci felici. Questa è la ragione per cui prendersi il tempo per esplorare la gratitudine è come farsi un dono di valore inestimabile.

La felicità che nasce dalla gratitudine, infatti, è più solida: ci aiuta anche nelle difficoltà che la vita ci presenta e dalle quali non possiamo scappare. Questa attitudine, una volta allenata con delle nuove abitudini e dei momenti di consapevolezza costanti, ci consente di elevare il nostro stato di benessere alimentando sia l’entusiasmo che l’empatia.

Quando essere grati diventa parte di noi, accadono cose speciali: le persone riconoscono in noi una nuova energia e diventiamo capaci di attirare a noi esperienze edificanti.

La magia della gratitudine è proprio questa.

Si tratta di un processo intimo e profondo che ha inevitabili riflessi sulle nostre attività e le nostre relazioni. Impossibile non brillare quando si è grati in modo autentico.

Per poter arrivare a questo livello di gratitudine è importante essere costanti con alcune abitudini e con alcuni esercizi pratici. Proviamo a delineare insieme quali possono essere le tecniche da portare nella quotidianità per poter costruire la nostra felicità su basi profonde.

relazioni gratitudine

Come essere consapevoli delle persone a cui essere grati

La gratitudine è un ponte tra le persone. Se ci pensiamo bene, le persone sono la nostra fonte di apprendimento più importante.

E se sappiamo costruire relazioni sane possiamo certamente contribuire a costruire la felicità autentica e profonda che è nelle nostre ambizioni. Proviamo allora a fare un lavoro di focus consapevole sulle persone che fanno parte della nostra vita e su quelle che oggi e in passato hanno avuto un ruolo importante nella definizione del nostro percorso.

Prendiamoci il tempo del silenzio in uno spazio confortevole adatto al nostro benessere.

Personalizziamo il momento per renderlo ancora più potente per noi: mettiamo una musica che ci ispira, utilizziamo profumi e candele se li amiamo, stiamo all’aria aperta o in una stanza che ci fa stare bene.

candela romantica

Trovato lo spazio e il tempo – al massimo 15 minuti – procediamo con questi tre passaggi:

  • Pensiamo a un momento della nostra vita in cui abbiamo provato gioia e gratitudine: un successo lavorativo o personale, un’esperienza che abbiamo vissuto, un’occasione in cui ci siamo dimostrati capaci di gestire la conversazione in modo costruttivo. Ogni momento va bene purché abbia avuto un valore per noi.
  • Ora proviamo a pensare a tutte le persone che, in qualche modo, sono state importanti per quel singolo momento. Se abbiamo avuto una promozione, per esempio, pensiamo a chi può averla favorita. Non limitiamoci a chi è strettamente legato all’evento in sé, andiamo nel nostro passato e recuperiamo chi ha contribuito alla nostra formazione, alla nostra educazione, alle nostre scelte. Ricordiamoci anche di chi ci ha messo in difficoltà permettendoci di cambiare il percorso.
  • Facciamo una lista delle 5 persone che sentiamo essere state fondamentali in questo processo e scriviamo loro un messaggio, una mail o una lettera scritta a mano. Ricordiamoci di specificare la ragione per cui siamo grati a queste persone.

Questo semplice e profondo esercizio può essere praticato in diversi momenti della nostra vita. Sia quando viviamo nel presente un’esperienza di gratitudine ma anche andando a recuperare consapevolmente eventi dal nostro passato.

Esercitare la gratitudine può diventare una buona abitudine mensile. Porterà grande beneficio al nostro percorso verso la felicità.

Onora i tuoi talenti

Tra le cose più complesse di un percorso nella gratitudine figura certamente quella rivolta a noi stessi. Fatichiamo a onorare i nostri talenti, a renderci conto di avere fatto la differenza nella vita di qualcuno o di aver costruito qualcosa di importante per noi.

Eppure è proprio dalla nostra Essenza che abbiamo da partire per trovare la felicità autentica e profonda. Per questa ragione è bene prendersi il tempo – di tanto in tanto – per riflettere su dove siamo e come ci siamo tenendo a mente i nostri talenti.

Prendiamo un taccuino e una penna e scegliamo un posto tranquillo e ispirante.

penna e foglio

Poi procediamo in questo modo:

  • Scriviamo i talenti che riconosciamo a noi stessi provando a percorrere la nostra vita e le situazioni in cui abbiamo visto queste peculiarità in azione. Pensiamo anche a quante volte gli altri ci hanno fatto notare le nostre capacità e quante volte ci chiedono di fare qualcosa in particolare “perché siamo più bravi”. Quelli sono talenti.
  • Ora scegliamo uno di questi talenti – quello che in questo momento sentiamo meno forte – e andiamo alla ricerca di momenti in cui ha trovato la sua massima espressione. Scriviamo sul taccuino poche righe relative a questi momenti. Proviamo a cercarne almeno due.
  • Infine, scriviamo una bella lettera di gratitudine a noi stessi mettendo in luce il talento identificato e le situazioni in cui ci siamo dimostrati capaci ed efficaci. Chiudiamo la busta, mettiamo il nostro indirizzo e il francobollo e spediamola. Sarà meraviglioso riceverla.

Anche questo esercizio può essere fatto periodicamente. Magari in momenti dell’anno in cui sentiamo il bisogno di ritrovare entusiasmo ed energia. Usiamolo come strumento per elevare la nostra felicità e ritrovare motivazione quando ci sentiamo scarichi di energia e di lucidità mentale.

Essere grati a noi stessi è un passo di grande valore e importanza perché quando stiamo bene con noi stessi stiamo bene con gli altri. Togliamo dalla nostra testa che si tratti di una pratica egoistica.

È, piuttosto, una scelta consapevole e altruista perché ci rende più accoglienti, disponibili e generosi. Lo sappiamo bene: se siamo sereni portiamo questa serenità nelle nostre relazioni e nelle situazioni che ci troviamo a vivere nella quotidianità.

Crea appuntamenti per esercitare la gratitudine

Le nostre giornate corrono veloci e talvolta ci troviamo, verso sera, a pensare a come le ore ci siano sfuggite tra le mille attività. Questa modalità è diventata abitudine ma non ci fa bene.

Può accadere, infatti, che si perdano di vista le cose importanti, che ci sfuggano esperienze e incontri, che non ci si renda conto di ciò che stiamo vivendo nel nostro presente e di quello che stiamo imparando.

sveglia

Per questa ragione è importante prendersi il tempo per fermarsi e consapevolizzare la nostra gratitudine. Non è qualcosa di complesso da fare, è semplicemente un’abitudine da programmare. Proviamo a utilizzare, allora, la tecnologia che abbiamo a disposizione in modo costruttivo.

  • Prendiamo il nostro smartphone e andiamo nella sveglia.
    Decidiamo tre momenti della nostra giornata in cui fermarci. Il primo al mattino: appena svegli o a metà mattinata quando siamo immersi in tante attività. Il secondo al pomeriggio: meglio se nella seconda parte delle ore pomeridiane. Il terzo dopo cena, non necessariamente prima di andare a dormire. Impostiamo queste sveglie all’infinito.
  • Quando la sveglia suona facciamo queste piccole azioni: ci fermiamo da qualunque attività sia in corso per qualche secondo. Osserviamo il momento mettendo attenzione sulle persone che sono con noi, sui luoghi, i suoni, i profumi, le immagini; facciamo un respiro profondo e consapevole. Diciamo – mentalmente o a voce – “grazie” per tre volte.
  • Torniamo alle nostre attività dopo questi pochi secondi che hanno interrotto il flusso per renderci più presenti fino al prossimo appuntamento con la gratitudine.

Esercitare la gratitudine è di per sé un’esperienza di grande trasformazione.

Se all’inizio di queste pratiche sentiamo un po’ di diffidenza o timore non spaventiamoci. Si tratta di una resistenza normale soprattutto se non siamo abituati a queste tecniche.

Il vero segreto è scegliere anche solo uno di questi allenamenti e concentrare le nostre energie su di esso. In questo modo possiamo attivare la gratitudine e poi rendere più semplice la pratica degli altri. Ricordiamoci sempre di essere indulgenti con noi stessi.

Siamo in cammino, lo siamo sempre. Rispettiamo i nostri tempi, onoriamo le nostre fatiche e accogliamo gli insegnamenti che l’esperienza ci propone. Il percorso verso la gratitudine e la felicità è ciò che tutti meritiamo.

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