Pensare al potere delle parole è un esercizio che ci fa bene. Ci consente di connetterci con questo strumento potentissimo che tutti abbiamo a disposizione e che diventa centrale nella nostra comunicazione con gli altri e con noi stessi.

Proviamo a soffermarci su questa domanda: quante volte usiamo le parole con superficialità, senza badare all’effetto domino che le caratterizza?

Lo facciamo in buona fede, ovviamente.

Non è una questione di intenzione ma è più una questione di abitudine: siamo convinti che dire una parola piuttosto che un’altra non abbia alcun impatto sulla nostra vita e su quella delle altre persone.

Eppure non è così. Ogni singola parola che utilizziamo, in forma scritta o orale, ha un suo peso e avrà un’influenza specifica sulla relazione che abbiamo con noi stessi o con chi ci è vicino. Si tratta di un impatto diverso per ogni persona, e questo è un altro aspetto da tenere conto.

Le parole vivono di sfumature. Sono stimoli che richiamano nella nostra mente determinati pensieri, immagini e significati che però non sono i medesimi per tutti.

Se diciamo la parola “cane”, ognuno di noi attiverà un’immagine diversa: un tipo di cane diverso. Così come se pronunciamo la parola “mamma” a ognuno verrà in mente la propria madre. E con queste immagini arrivano anche le emozioni a esse connesse.

Questo accade anche quando ci riferiamo a parole astratte: felicità, allegria, amore. Per ognuno di noi si attiveranno emozioni, pensieri e immagini diverse. A questo aggiungiamo che le stesse parole, dette in un contesto differente, modificano la nostra stessa percezione.

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Le parole rappresentano un pezzo della nostra esperienza

Quello che abbiamo visto insieme fino a qui ci spiega perché, talvolta, cadiamo nella trappola delle incomprensioni. Accade quando diamo per scontato che il modo in cui noi utilizziamo le nostre parole, e quindi il significato e il valore che rappresentano per noi, siano gli stessi per gli altri.

E crediamo anche che possano generare le stesse emozioni. Proviamo con un altro esempio: se sentiamo pronunciare la parola “campane” per qualcuno la mente vola alle immagini di un matrimonio – il proprio o di persone care – e di conseguenza ad emozioni positive.

Ma c’è anche chi potrebbe associare le campane al rumore con cui interrompono il sonno ogni domenica mattina provando, quindi, rabbia e fastidio. 

È la nostra esperienza di vita – e come l’abbiamo catalogata dentro di noi – che determina il valore, il significato e le emozioni generate dalle parole che diciamo e udiamo. Ogni parola, rappresenta un concetto, ovvero un pezzetto di nostra realtà. È un pezzetto della nostra vita, un aspetto della nostra esistenza.

Il valore che le parole hanno dipende proprio da questa realtà che rappresentano. Esse non sono astratte, non sono fini a sé stesse e per questo hanno la necessità di essere trattate con cura.

Pensiamole come a un vero e proprio tasto di invio che richiama alla nostra mente un vissuto. Quell’esperienza che si manifesta con un pensiero e che genera, nel presente, le emozioni derivanti dal significato interiore che diamo a quella parola.

mara all'esterno

Una buona abitudine è ricordarsi sempre che la nostra lingua ci aiuta a riconoscere oggetti, esperienze, stati d’animo ma ciò che tutto questo genera in noi è del tutto personale. Dipende dalla realtà soggettiva che noi stessi abbiamo legato a quella parola. E come accade a noi, accade anche agli altri.

Per questo nella comunicazione è importante prestare attenzione alle reazioni che le parole generano negli altri senza dare nulla per scontato. Ognuno vive la propria realtà.

Il potere delle parole per migliorare le relazioni

Partendo dall’idea che ognuno di noi ha un proprio dizionario, per tessere relazioni sane e durature è bene scendere in campo con la consapevolezza di aver da scoprire i significati delle parole per gli altri. Questo è un grande esercizio empatico che ci consente di accogliere l’altro e di farci comprendere quando comunichiamo.

Se non prestiamo questa attenzione rischiamo di trovarci ingabbiati in una comunicazione scadente e poco produttiva. Senza questa scelta di ascolto e di comprensione non riusciamo a tessere una relazione comunicativa serena e senza fraintendimenti.

Quando ci troviamo in una conversazione complicata, allora, proviamo a chiederci se stiamo dando per scontato il significato e le emozioni generate dalle parole utilizzate.

Ovviamente questo vale anche per noi stessi: quando sentiamo o leggiamo parole ricordiamoci che chi le ha dette o scritte potrebbe non sapere l’effetto che suscitano in noi.

Se siamo emotivamente dipendenti, per esempio, le parole degli altri possono far scatenare l’inferno o il paradiso dentro di noi. Questo accade perché non ci rendiamo conto che siamo noi a creare quelle emozioni attraverso i significati che quelle parole ci richiamano alla mente.

Erroneamente pensiamo siano le parole a ferirci quando invece non è così. Quello che fanno è solo innescare un certo tipo di pensieri e di emozioni che poi si muovono liberamente e, se non gestite, ci portano a reagire senza controllo.

parole e pensieri positivi

Quante volte ci capita di trovarci immersi in una conversazione che ci fa stare male per le emozioni che genera in noi?

E quante volte, invece, notiamo reazioni diverse da quelle attese negli altri?

Ora sappiamo cosa accade in quelle situazioni. E questo ci aiuta anche a conoscere meglio le persone accanto a noi e le dinamiche che le esperienze di vita personali hanno generato.

Prendiamoci cura delle parole che rivolgiamo a noi e agli altri

Prendersi cura delle parole che utilizziamo nella relazione con noi stessi e con gli altri è una scelta importante che abbiamo da fare e che ci conduce sulla strada del benessere interiore.

Invece di usare parole che evocano, o potenzialmente possono evocare, pensieri negativi che conducono a emozioni negative, cominciamo a scegliere parole che rimandano ad emozioni positive. Quelle, per esempio, che producono pensieri positivi che, a loro volta, generano curiosità, gioia, desiderio di comprensione.

È facile intuire come cambia totalmente il modo di vivere il momento e la relazione. Quando si dice che le parole sono importanti si intende proprio questo: sono uno strumento che appartiene a tutti ma come le utilizziamo dipende unicamente da noi.

  • Cosa vogliamo comunicare?
  • Come vogliamo stare?
  • Che tipo di comunicazione vogliamo generare?

Abbiamo tutti il desiderio di stare in relazioni costruttive, anche quando queste generano un confronto. Per poterlo fare abbiamo da fare amicizia con le parole che utilizziamo e con tutto quello che queste generano.

Cominciamo da noi stessi, allora. Iniziamo a testare sulla nostra mente il potere delle parole che diciamo e che sentiamo. Prestiamo attenzione alle emozioni generate e a come potevano essere differenti con l’utilizzo di altre parole o di nuove sfumature.

parlare allo specchio

È un buon esercizio che, una volta fatto nostro, possiamo riportare sulle conversazioni che abbiamo con le altre persone. Ci scopriremo più attenti, consapevoli e accoglienti nei confronti degli altri. Ma ci ritroveremo anche a essere più aperti e inclusivi, di conseguenza rispettosi delle esperienze e della storia altrui.

Le relazioni sono la nostra più grande opportunità di crescita e di vita, prendersene cura parte dalla comunicazione che portiamo in queste relazioni. Potrebbe apparire un esercizio faticoso, soprattutto all’inizio, ma l’effetto generato ci renderà felici di aver intrapreso questo percorso.

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