Negli ultimi anni la famiglia allargata è diventata un vero e proprio fenomeno sociale anche in Italia. Questo intreccio fra due nuclei familiari pre-esistenti porta con sé tante sfide ma, se ben gestito, anche enormi gioie.

Le dinamiche relazionali di queste realtà sono di certo complesse da gestire, perché tutte le parti in gioco portano con sé forti vissuti ed esigenze personali.

E quando ci sono bambini o ragazzi coinvolti risulta assolutamente necessario mettere in campo attenzioni particolari. Se stai costruendo una famiglia allargata con il tuo nuovo partner, cercando di conciliare le esigenze di voi adulti e quelle dei figli, sappi che so bene come ti senti.

Ho vissuto la stessa situazione sulla mia pelle e posso testimoniarti che, con un approccio accogliente e paziente, si può arrivare a tessere relazioni profonde e mature fra tutti i membri del nuovo nucleo familiare.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo innanzitutto di capire cosa accade nella prima fase, quella in cui comincia la frequentazione, e uno o entrambi i membri della coppia hanno già figli da storie precedenti.

famiglia allargata bambini

Il rapporto di coppia se ci sono figli da storie precedenti

L’inizio di una relazione di coppia è un momento pieno di emozioni ma anche di incognite.

Due persone si incontrano, si piacciono, cominciano a frequentarsi e – se tutto va bene – giorno dopo giorno fanno crescere il loro rapporto.

Come abbiamo detto parlando della “differenza fra innamoramento e amore”, un legame maturo e durevole ha da basarsi su una scelta quotidiana: la scelta di aprirsi con amore all’altro, di conoscerlo in profondità e di condividere con lui dei progetti in un’ottica di miglioramento reciproco e di costruzione di un qualcosa di solido. 

Questo, che spesso risulta già di per sé un compito significativo e impegnativo per gli adulti in gioco, viene notevolmente amplificato e influenzato dalla presenza di figli nati da storie precedenti.

Alla normale ristrutturazione personale, che si affronta sempre quando inizia una storia d’amore, in questi casi si aggiungono infatti situazioni relazionali che possono generare imbarazzo e ambiguità in tutti: adulti e bambini/ragazzi.

E se in un rapporto fra due single senza figli le decisioni si prendono in base alle esigenze – psicologiche, emotive e pratiche – dei protagonisti principali, in un’ottica di famiglia allargata è necessario e doveroso considerare fin dall’inizio soprattutto le necessità dei più piccoli.

Spesso in questi casi può succedere che i genitori, per paura di sbagliare, mettano al primo posto esclusivo i figli, rinnegando se stessi e i propri desideri e ciò fa sì che, a volte, quella che potrebbe diventare una relazione appagante, si blocchi sul nascere proprio a causa di questi timori.

Se questo scoglio viene superato, accade che una serie di domande inizino ad affollare la mente dei due partner:

  • quando far incontrare bambini e compagno/a?
  • come riorganizzare la vita familiare in modo da non far sentire nessuno escluso?
  • quando passare alla convivenza?
  • come rispettare i bisogni psicologici e pratici di tutte le parti in gioco?

In questa fase, è facile che emergano i vissuti e le paure sia del genitore che del partner che si viene ad inserire tra genitore e figli.

GRANDE Famiglia

Il primo potrebbe ad esempio sentirsi in colpa, vivere momenti di smarrimento coincidenti con quelli vissuti dai figli che, spesso e volentieri, lo portano a chiedersi se effettivamente stia facendo la scelta giusta.

Il secondo invece potrebbe:

  • sentirsi un intruso;
  • non sapere bene come rapportarsi con dei bambini, se non ne ha avuti di suoi;
  • temere di non assumere il ruolo giusto, rimanendo troppo in disparte o al contrario imponendo la sua presenza in modo eccessivo;
  • sentirsi messo in secondo piano rispetto ai figli del partner o rispetto all’ex partner;
  • sentirsi geloso dei figli del partner o dell’ex-partner. 

Insomma siamo tutti esseri umani e ognuno di noi porta con sé un proprio bagaglio di aspettative, ansie e modalità di rapportarsi agli altri.

Tutto questo inevitabilmente emerge in una relazione a due, figuriamoci quando si entra nel merito di una famiglia allargata dove si gioca tutto su sottili equilibri di ritmi e abitudini, ma anche di incontri di personalità già (più o meno) formate. 

Ciò non significa che abbiamo da scoraggiarci anzi, piuttosto possiamo vedere e cogliere questa sfida come un’ulteriore occasione per fare un altro passo avanti nella nostra crescita.
Se affrontiamo gli eventi con consapevolezza e rispetto, ci accorgeremo che ogni membro della famiglia allargata trarrà beneficio dai nuovi legami che verranno a crearsi.

Amare per essere amati: i consigli per una famiglia allargata felice

Appurato che in una relazione dove ci sono figli da una storia precedente non è solo una relazione di coppia ma “di famiglia”, come possiamo rapportarci ai bambini o ai ragazzi in maniera positiva e costruttiva? 

Vediamo quali sono i diversi aspetti che è utile che vivano per arrivare a creare un buon legame.

Comunicazione efficace

In questi casi più che mai, è necessario che i partner comunichino in modo onesto, sincero e chiaro. Si parlerà dei propri vissuti, certo, ma anche di questioni pratiche che rispondano alle domande elencate in precedenza. 

Gli adulti avranno da trovare un accordo fra loro, per costruire un’alleanza che faccia sentire tutti gratificati.

Per approfondire ti consiglio di leggere:
Comunicazione efficace, come avvicinarsi agli altri in 3 passi

Successivamente avranno da rispondere anche ai quesiti sollevati dai bambini/ragazzi, oltre che dare voce a ciò che provano e che magari faticano a esprimere. 

In questo modo si placheranno sul nascere eventuali rivalità e confusioni, e si darà la giusta importanza all’affettività non solo della coppia nascente ma anche dei più piccoli, necessariamente coinvolti.

Mettersi nei panni degli altri

A proposito dei piccoli di casa, come abbiamo già detto non possiamo pensare di costruire una famiglia allargata se non tenendo in considerazione le loro esigenze. 

Per approfondire ti consiglio di leggere:
Rapporto genitori-figli, manuale per l’uso e consigli utili da seguire

Generalmente ad un genitore viene automatico stare dalla parte dei propri figli ma per il partner questo potrebbe non essere così scontato, soprattutto all’inizio.

Chi si trova in questa posizione sarebbe utile si lasciasse guidare da domande tipo:

  • come vado a impattare sulla vita di questo bambino, con la mia presenza?
  • Quali sono le emozioni che stanno dietro i suoi comportamenti?
  • Cosa starà provando in questo momento?

matrimonio famiglia allargata

Ricordiamoci sempre che i figli del partner, che siano piccini o adolescenti, hanno una personalità, delle abitudini, e hanno ben presente chi sono i loro genitori. 

Elaborare psicologicamente l’ingresso di un nuovo membro in famiglia può richiedere tempo, perché spesso si risvegliano paure come ad esempio quella di tradire il genitore biologico, soprattutto se chi si inserisce ha la capacità di farlo sentire accolto e benvoluto o potrebbe temere di aver da affrontare nel tempo una nuova separazione.

Potrebbe anche percepire quanto questo nuovo legame indisponga il padre o la madre “usciti di casa” e in questo caso “scegliere” di mettersi in sfida con il nuovo arrivato per non deludere l’uno o l’altra.

Oppure, ancora, potrebbe sentirsi in rivalità con il nuovo arrivato perché teme di perdere l’amore del genitore presente. È quindi estremamente importante che il nuovo partner si metta nei panni del bambino/ragazzo, contattando tutta l’empatia di cui è capace ed è soprattutto fondamentale che lo accetti nella sua interezza.

In un certo senso, ha da inventare un nuovo rapporto con i “figli dell’altro”, che non sia quello del padre o della madre, né dell’amico/a.

Una relazione unica, basata sul desiderio di amare per costruire.

Come rapportarsi coi figli del partner

Vediamo dunque quali sono le fondamenta da cui far partire tutte le scelte comportamentali che guideranno lo sviluppo della relazione coi figli del partner.

  1.  La pazienza che, soprattutto nei primi tempi, permette di concedere al bambino/ragazzo il tempo e lo spazio di elaborazione di cui ha bisogno.
  2. L’accoglienza anche nei confronti di comportamenti provocatori, poiché mettersi sulla difensiva o in sfida sarebbe deleterio per il rapporto.
  3. L’assenza di giudizio e di critica, a favore della comprensione e dell’accettazione;
  4. La resilienza, l’elasticità e l’apertura al cambiamento, necessarie in tutte le relazioni mature. Irrigidirsi in comportamenti ostili, impuntarsi per portare avanti le proprie presunte ragioni potrebbe essere deleterio non solo nella relazione con il bambino/ragazzo ma anche in quella con il partner. Essere disponibili a modificare qualcosa nel proprio modo di comportarsi o di vedere le cose può essere indispensabile per entrare in modo funzionale e costruttivo in questa nuova realtà.
  5. L’umiltà, se così possiamo definirla, di non assumersi responsabilità che non competono al ruolo che si va a ricoprire. Non si diventa genitori perché il partner ha dei figli ma, grazie all’amore che si sceglie di mettere in gioco, si può diventare delle figure di riferimento preziose con cui i bambini/ragazzi possono istaurare un legame stretto di vicinanza, affetto e di riferimento prezioso.

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E alla base di tutto, ha da esserci il rispetto dell’altro – che sia partner o figlio – e di sé.

Se affrontati con questa disposizione mentale e soprattutto d’animo, i rapporti nella famiglia allargata possono rivelarsi molto gratificanti per tutte le parti in gioco, contribuendo alla nascita di una famiglia davvero felice.

Stai affrontando questa transizione in prima persona? Mi farebbe piacere conoscere la tua esperienza: raccontamela nei commenti. 

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