L’ascolto attivo è una modalità di ascolto che ci tiene impegnati e attenti in modo positivo nei confronti del nostro interlocutore. Ascoltare attivamente equivale ad ascoltare empaticamente: l’intenzione che ci muove è quella di voler veramente comprendere l’altro.

Porsi in modalità di ascolto attivo significa quindi mettersi nelle condizioni migliori per ricevere il vero messaggio che l’altra persona vuole trasmetterci.

Se, al contrario, ci mettiamo in una posizione di non accoglienza del messaggio del nostro interlocutore, quello che di fatto facciamo è impedirci di costruire con questa persona una relazione.

Quando pratichiamo l’ascolto attivo facciamo sentire l’altro visto ed ascoltato. In questo modo originiamo una conversazione – e quindi una relazione – costruttiva e di successo.

Ascoltare attivamente, però, non è semplicemente prestare attenzione a chi sta parlando.

Significa concentrarsi completamente su ciò che viene detto. È ascoltare con tutti i nostri sensi in modo da cogliere ogni più piccola sfumatura dell’altro e di quello che vuole comunicarci. È offrire il nostro totale interesse alla persona che ci sta parlando.

Volendo identificare alcune caratteristiche dell’ascolto attivo, possiamo riflettere su alcuni concetti importanti. L’ascolto attivo è neutrale e non giudicante, è paziente e non richiede di riempire per forza i momenti di silenzio, fornisce feedback verbali e non verbali per mostrare la nostra presenza con un sorriso o con il contatto visivo, per esempio.

Ma è anche una modalità di ascolto che offre spazio alle domande e consente di riflettere su quanto viene detto. In particolare vengono chiesti chiarimenti e si propongono riassunti di quanto detto.

Risulta molto chiaro che l’ascolto attivo è l’esatto opposto dell’ascolto passivo che non accende tutte queste dinamiche.

Considerando che è nella comprensione che si crea relazione, praticando l’ascolto attivo ci permettiamo di entrare in connessione profonda con l’altro. Scegliendo di essere presenti nell’ascolto possiamo guadagnare la fiducia degli altri e offrire supporto là dove è necessario. E per poterlo fare accadere è necessario prestare tutta la nostra attenzione.

Facciamo in modo, però, che sia autentica ed empatica. Questo è fondamentale.

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I benefici dell’ascolto attivo

Sono diversi i benefici che possiamo trarre dall’abitudine all’ascolto attivo. Si tratta per lo più di effetti che si rispecchiano negli ambiti più importanti della nostra vita.

Proviamo a riflettere insieme sui principali.

  • Relazioni. L’ascolto attivo, come abbiamo visto, ci consente di comprendere il punto di vista di un’altra persona e di rispondere con empatia. Rappresenta anche un’opportunità interessante per porre domande e assicurarci, così, di aver ben compreso. Essere un ascoltatore attivo in una relazione significa riconoscere che la conversazione riguarda più l’altra persona che noi. E questo è davvero molto importante quando il nostro interlocutore si trova in difficoltà. Saper ascoltare una persona in un momento particolarmente sfidante della sua vita è un’abilità preziosa da coltivare.
  • Lavoro. Nel nostro ambiente lavorativo l’ascolto attivo diventa importante soprattutto quando ricopriamo una posizione di supervisione o abbiamo interazioni con i colleghi. Grazie a questa abilità possiamo creare delle collaborazioni costruttive e trovare soluzioni efficaci alle problematiche professionali. Attraverso l’ascolto attivo, infatti, si comprendono meglio le difficoltà e si identificano strategie efficaci per la risoluzione di problemi e ostacoli. 
  • Socialità. Ogni volta che incontriamo delle persone nuove sul nostro cammino possiamo scegliere l’ascolto attivo per porre domande, chiedere chiarimenti e osservare il linguaggio del corpo della persona. Tutte attività che consentono di conoscersi meglio e con interesse. Quando si ascolta attivamente, le altre persone sono propense a parlare di più e questo consente di costruire dei rapporti più solidi sin dall’inizio.

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Ascolto attivo: 7 errori da non commettere

Purtroppo in una quotidianità che va di fretta ci siamo abituati a non prestare attenzione a quello che ci accade attorno. E questo si riflette anche sulla comunicazione. Siamo veloci anche quando qualcuno ci parla e commettiamo, spesso in perfetta buona fede, errori che ci impediscono di costruire una sana relazione comunicativa.

Proviamo a vedere insieme cosa ci impedisce di applicare l’ascolto attivo.

numero 1Interrompere l’altro mentre ci parla.

Quante volte invece di ascoltare per capire siamo concentrati a dire la nostra o a trovare una risposta che rispetti ciò in cui noi crediamo? In questi casi le cose che diciamo, le risposte che diamo, non parlano dell’altro e non possono essere un contributo per l’altro, visto che non l’abbiamo ancora compreso, ma parlano unicamente di noi.

Di fatto interrompere e dire la nostra serve solo a noi.

Per approfondire leggi anche: il potere delle parole nelle relazioni con gli altri

numero2Distrarsi.

Quando perdiamo la connessione con la conversazione, non solo perdiamo l’opportunità di comprendere l’altro ma anche di minare la fiducia che ripone in noi se dovesse accorgersi del nostro atteggiamento distratto.

numero3Interpretare.

Ognuno ha la propria storia, le proprie convinzioni e regole. Pensare di sapere già cosa l’altra persona vuole dire non è costruttivo e ci fa perdere l’occasione di scoprire altro.

Le nostre regole interiori sono spesso automatiche e inconsapevoli. Tenere presente che non sempre coincidono con quelle dell’altro ci permette di praticare l’ascolto attivo.

mara in giardino

La tentazione di difenderci.

Se percepiamo una minaccia in quello che l’altro sta dicendo tendiamo a metterci subito sulla difensiva. Ma così, ancora una volta, togliamo la priorità alla persona con cui stiamo comunicando e la portiamo su di noi.

nuemro5Giudicare.

Torniamo alle regole automatiche e inconsapevoli: quante volte ci hanno portati a giudicare l’altro? E anche in questo caso, quando giudichiamo togliamo l’attenzione dalla persona per portarla su come a nostro avviso dovrebbero essere le cose.

Quindi ancora su di noi.

Dare consigli.

Ci piace l’idea di aiutare l’altro con dei consigli nati dalla nostra esperienza, ma dimentichiamo che come esseri umani quello che più vogliamo e di cui abbiamo bisogno è essere ascoltati perchè è proprio attraverso l’ascolto attivo che ci sentiamo compresi, accolti e considerati.

Ricordiamoci che spesso, nel parlare con gli altri, non cerchiamo soluzioni ma solo un tempo e uno spazio in cui poterci raccontare o sfogare. Se qualcuno ci chiede di essere ascoltato evitiamo, quindi, di far diventare questi momenti degli attimi in cui per primi ci sfoghiamo e raccontiamo.

Per approfondire leggi anche: da cosa nasce l’empatia e come svilupparla?

Non dare valore.

Questo capita più spesso di quanto pensiamo: consideriamo poco importante ciò che gli altri hanno da dirci o la relazione che vogliono istaurare con noi attraverso quello che vogliono comunicarci.

Quante volte infatti, soprattutto con i bambini e i ragazzi, tendiamo a pensare che quello che ci dicono non sia poi così importante?

Oppure quante volte tendiamo a sminuire cose importanti per gli altri solo perchè noi abbiamo una visione diversa su quelle cose?

Il punto è che questo diventa un circolo vizioso: se non diamo una sincera attenzione all’altro di certo non potremo percepire e comprendere il valore di quanto ha condiviso con noi.

Suggerimenti per praticare l’ascolto attivo

Ora che abbiamo compreso quali sono gli errori che potremmo commettere in una conversazione rinunciando all’ascolto attivo, vediamo come possiamo praticarlo in modo efficace e utile.

In linea generale la prima cosa da fare è stabilire un contatto visivo con l’altra persona. Ma non solo per qualche attimo fuggente, occorre farlo per almeno il 60-70% della conversazione.

Mentre accade questo diamo spazio al linguaggio non verbale con gesti come inclinare la testa o annuire. Evitiamo di incrociare le braccia al petto, che potrebbe essere percepito come un segno di chiusura.

Mentre siamo in fase di ascolto attivo è una buona scelta quella di chiudere il nostro dialogo interno in modo da non distrarci e assumere lo sguardo sognante di chi è altrove con la mente.

ascolto attivo mara

Dopo essersi aperti in questo modo all’ascolto attivo, proviamo a fare un passo oltre tenendo a mente questi suggerimenti:

  • Stare in silenzio. C’è poco da fare: questo è l’unico molto per ascoltare e comprendere cosa gli altri stanno dicendo ma anche quello che emerge dal linguaggio non verbale. Proviamo a osservare i gesti e i movimenti del corpo dell’altra persona. Possono dirci molto di quello che sta vivendo. Coltivare il silenzio ci può condurre a rivalutare le conclusioni affrettate che avevamo tratto inizialmente.
  • Mettere l’intenzione. Impegniamoci a voler davvero comprendere cosa ci viene raccontato. Facciamolo in modo autentico e senza anteporre conclusioni personali. Mettiamo da parte i nostri filtri, quelli appartengono solo a noi. Le parole, ne abbiamo già parlato, hanno un significato soggettivo.
  • Rispettare le persone. Se qualcuno ci sta raccontando qualcosa significa che quel qualcosa per lui o per lei è importante. Essere presenti è una forma di profondo rispetto.
  • Non replicare immediatamente. Se c’è un atteggiamento che ci impedisce l’ascolto attivo è quello impulsivo. La voglia di interrompere per dire la nostra ci porta a fraintendere quello che ci stanno raccontando e a interpretarlo in modo personale.

Da questo viaggio nell’ascolto attivo possiamo capire quanto il comunicare sia prevalentemente una scelta di cuore. È un atteggiamento che ci consente di metterci nella posizione di voler veramente comprendere e accogliere l’altro con apertura e curiosità. Solo l’energia dell’amore e il desiderio di amare ci porterà ad ascoltare, comunicare e relazionarci in maniera sincera e autentica.

rispettare l'altro

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