social media sono entrati nella nostra quotidianità in modo importante. Non possiamo più farne a meno. Spesso, in questa realtà, una cosa che ci preme capire è come farsi rispettare dagli altri e come far valere le nostre opinioni.

Ma siamo sicuri sia questo il giusto approccio di avvicinarci all’ online? O prima di farsi rispettare abbiamo da imparare noi per primi a rispettare gli altri?

Oggi non si parla più di vita online e offline, ma di una vera e propria contaminazione tra virtuale e reale. Attraverso i nostri smartphone portiamo sempre con noi la possibilità di sapere, scoprire, condividere e intervenire. Sono parte di noi e del nostro vivere quotidiano.

I social media sono buoni o cattivi?

Possono essere entrambe le cose. Di fatto dipende da come li utilizziamo. Loro sono uno strumento, noi siamo coloro che inseriscono contenuti e lo rendono più o meno costruttivo.

In questo particolare momento storico stanno emergendo ancora di più elementi di cui ci siamo già resi conto in passato: la conversazione online si è fatta sempre più complessa e polarizzata.

come farsi rispettare online

Aspetti che spesso ci restituiscono conversazioni cariche di rabbia, frustrazione, disagio. Il tutto con un effetto domino dirompente sul valore del rispetto.

Accediamo regolarmente a piattaforme di social media come Facebook, Twitter e Instagram e commentiamo ciò che scorre in quei flussi. Alcuni di questi commenti rispettano l’opinione degli altri, ma la maggior parte, purtroppo, sono arrabbiati e spesso giudicanti.

Per approfondire leggi anche: quali sono i sintomi della rabbia repressa e come affrontarla al meglio

Riflettendo un attimo potremmo renderci conto che, nel mondo reale, è decisamente improbabile che qualcuno parli in modo così adirato e prepotente a degli estranei che incontra per strada.

Ma anche a coloro che, in fila dal panettiere o al bar, si permettono di attaccare e giudicare un’opinione personale. Eppure, quando si tratta di conversazioni online si nota spesso la perdita del filo dell’educazione e del rispetto.

E dire che sempre di persone si tratta: online e offline. 

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Probabilmente lo schermo dello smartphone, così come quello del pc, ci fa sentire al sicuro e ci rende più intraprendenti a livello comunicativo. Peccato che spesso accada nella direzione della totale mancanza di rispetto per le idee altrui.

Allo stesso modo potremmo essere noi ad esprimere un’opinione e a non sentirci rispettati. Essere costantemente collegati attraverso la tecnologia ha certamente molti vantaggi e non siamo qui a discuterli, ma i social network possono anche metterci in situazioni difficili da gestire. 

Come farsi rispettare sui social media: una questione di cura

Se i nostri post sono appropriati, non troppo personali e non controversi, la nostra presenza online dimostrerà che rispettiamo noi stessi e gli altri. L’eccessiva condivisione, solitamente, non ci mette in ottima luce.

Esistono, poi, argomenti su cui non è necessario intervenire. Non siamo obbligati a esprimere un’opinione su qualunque tema di attualità. Con un pizzico di attenzione e cura rispetto a ciò che pubblichiamo in forma di post, video, audio o commenti, non avremmo da incontrare alcun problema online.  

Ci sono alcuni elementi da tenere bene a mente per evitare di cadere in conversazioni inappropriate che rischiano di ledere la nostra immagine e farci ottenere meno rispetto.

numero 1Il primo è certamente considerare il proprio nome come se fosse la nostra faccia. Siamo noi: anche dietro a uno schermo, anche se stiamo usando uno pseudonimo.

Quando commentiamo senza rispetto proviamo a immaginarci vis à vis con l’altra persona: scriveremmo comunque quelle cose? 

Evitiamo di fossilizzarci sull’idea di poter cambiare le opinioni e le convinzioni degli altri. Scegliamo, invece, di rispettarle così come pretendiamo il rispetto delle nostre.

numero2Se giudichiamo e attacchiamo chi la pensa diversamente da noi rischiamo di perdere il rispetto e di crearci una cattiva reputazione. La condivisione non nasce per uniformare le opinioni delle persone.

Il vero valore della condivisione è la crescita. Questo significa che la grande opportunità che ci viene offerta dalle piazze virtuali dei social media è la possibilità di imparare dai diversi punti di vista. Pur restando della propria visione ma con qualche elemento in più. 

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numero3C’è, infine, una terza considerazione utile: rendiamoci consapevoli del fatto che siamo persone anche quando ci muoviamo tra le conversazioni online. Al di là dei commenti e dei mi piace, ci sono individui.

Utilizziamo lo stesso garbo che utilizzeremmo offline. Abbracciamo un’energia costruttiva: sarà più facile farsi rispettare dagli altri. Ciò che rende piacevole la vita sui social media è la consapevolezza di poter dare ciò che vorremmo ricevere. 

5 consigli utili per gestire i tuoi profili social

Ci sentiamo liberi di utilizzare i social media per dare energia ai nostri pensieri e alle attività che fanno parte della nostra vita.

Cosa significa, in questo caso, la libertà?

Dove inizia e dove finisce il nostro spazio libero?

Non sono domande banali queste. I social media, come abbiamo detto, sono luoghi in cui convivono persone. Ognuno ha la propria storia, vive le proprie esperienze e ha un punto di vista sulle tematiche più comuni.

Possono diventare, se ci pensiamo bene, luoghi in cui far emergere le diversità e nutrire la propria curiosità verso l’altro. Questo, come si può ben comprendere, va in direzione opposta rispetto all’attacco gratuito e al giudizio a tutti i costi. 

autoscatto giudizio social media

Proviamo a delineare 5 suggerimenti utili per muoverci sui social media ricevendo e donando rispetto e comprensione: 

  1. Evitare argomenti controversi. Ci sono alcune tematiche che possono offendere e generare conversazioni polarizzate che chiedono alle persone di prendere una posizione netta. A volte, il modo più semplice per evitare di far degenerare la conversazione è evitarla del tutto. Non viviamola come una sorta di bavaglio ma più come un atto di rispetto dettato anche dal mezzo stesso. Una conversazione polarizzata sui social media è complessa da mediare ed è difficile portarla a un livello costruttivo. 
  1. Quello che pubblichiamo è permanente. Tutto resta sui social media. Un dettaglio da non sottovalutare, questo. Se non vogliamo che qualcosa pubblicato oggi nel tempo possa perseguitarci – magari impedendoci di ottenere un lavoro o una nuova opportunità –  prendiamo una decisione differente. Vale la pena ricordare che oggi tutte le aziende e le risorse umane spiano i profili social dei potenziali candidati. Sono diventati luoghi in cui scoprire la personalità di tutti noi. Cosa decidiamo di mettere in evidenza? 
  1. Condividere sì, ma non troppo. Ovviamente i social media sono il nostro spazio personale e siamo liberi di condividere ciò che vogliamo. Ma ricordiamoci sempre che esistono dettagli della nostra vita personale che è bene preservare. La stessa cosa vale per le persone della nostra vita: figli minorenni, anziani, persone fragili. È davvero necessario buttarli in piazza? 
  1. Più responsabilità. I social media possono essere luoghi di grande utilità se ben utilizzati. Per questo è bene sempre chiedersi se stiamo offrendo contenuti utili e se stiamo condividendo con responsabilità. Rileggiamo i nostri testi prima di pubblicare: le parole sono importanti e, spesso, digitate hanno un effetto differente rispetto alla pronuncia vocale. 
  1. Donare ciò che è costruttivo. Un suggerimento, questo, che chiama in causa i media. Talvolta siamo spinti – per puro istinto – a condividere articoli che destano in noi disagio, frustrazione o rabbia. Un modo per dire che non siamo d’accordo. Purtroppo però, questo tipo di condivisioni alimentano gli stessi contenuti distruttivi. Meglio, allora, condividere ciò che porta valore ed esaltare questi contenuti. 

Per approfondire leggi anche: ascolto attivo per comunicare in modo efficace, 7 errori da non commettere

Commenti negativi: rispondere o non rispondere?

I commenti negativi sui social media arrivano. Capita a tutti prima o poi. E non solo quelli di chi viene definito “troll”, provocatori veri e propri, o “hater”, spesso finti account che vogliono solo disturbare.

Succede anche di trovarsi a gestire una conversazione distruttiva con persone che non appartengono a queste due categorie ma che non hanno preso di buon grado il nostro contenuto. Ci sono tante modalità per gestire questo tipo di conversazione.

Il suggerimento migliore è sempre quello di smorzare la polemica mantenendo toni diplomatici e, ancora meglio, di rispondere con gentilezza. Dare adito a questo tipo di commenti ci porterebbe su livelli energetici poco costruttivi e utili e andrebbe a influire anche sul mood della nostra giornata.

rispondere con gentilezza

Un “grazie per aver condiviso la tua opinione” è sempre un buon modo per smorzare i toni polemici senza necessariamente entrare nel merito. In questo modo stiamo mostrando rispetto per il punto di vista altrui ma anche per le persone che si imbatteranno in quella conversazione.

Se il messaggio non viene recepito o la situazione si complica si può sempre invitare la persona a uno scambio via chat privata. Esistono diversi studi che confermano che nel confronto diretto e in privato i toni si smorzano sin da subito. È come se in quel momento ci rendessimo conto di essere di fronte a una persona.

Esattamente come in fila dal panettiere o al bar. Nei casi più insistenti si può scegliere anche di lasciar cadere i commenti. Con un pizzico di attenzione possiamo renderci conto se la persona ha intenzione di intavolare una conversazione costruttiva o meno. 

A monte di tutte le scelte comunicative da adottare sui social media, cominciamo a chiederci cosa ne vogliamo fare di questi spazi e cosa siamo disposti a donare di noi.

Da qui può partire un viaggio nella consapevolezza che può essere di grande aiuto nel rendere le conversazioni serene, fluide e rispettose. 

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