Il più grande desiderio che come genitori generalmente abbiamo è quello di veder crescere i figli sicuri di sè.

La mia esperienza di mamma mi ha portata spesso a riflettere su cosa significhi crescere figli sicuri di sè stessi e su come avrei potuto facilitare questo processo. Ne ho concluso che i figli sicuri sono quelli consapevoli del proprio valore e delle proprie potenzialità.

A tal proposito la cosa che ho ritenuto utile fare è stata quella di instaurare con loro una relazione basata sull’amore che mi permettesse di accompagnarli alla scoperta dell’uno e delle altre.

È questo che, nel tempo, ha portato i “miei” figli a diventare persone sempre più capaci di prendere in autonomia decisioni e di saperne affrontare responsabilmente le conseguenze.

Trovare questa risposta mi ha fatta accorgere di quanto, seppur in buona fede, io abbia a volte intralciato questo percorso, soprattutto quando li percepivo in difficoltà e indifesi.

Talvolta, come genitori, tendiamo a pensare che i nostri figli non abbiano gli strumenti per vivere la realtà e assumersi le loro responsabilità sin da giovanissimi. 

Ma è veramente così?

Sono veramente loro a non avere strumenti o siamo semplicemente noi ad avere paura di non riuscire a far fronte a quello che potrebbe accadere se li lasciassimo liberi di vivere le loro esperienze?

Non è proprio questo che talvolta ci porta a sostituirci a loro, a indicare eccessivamente la strada e a cercare di limitare le loro “avventure” da noi ritenute potenzialmente negative?

I bambini costruiscono giorno dopo giorno la propria immagine attraverso ciò che fanno e le relazioni che vivono. Se come genitori, per paura, interveniamo per risolvere o addirittura prevenire i problemi dei nostri figli, ciò che in realtà facciamo è privarli della possibilità di fare esperienza di vita.

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La fiducia in sé si può insegnare togliendo esperienza di vita? 

La fiducia in sè stessi non è un qualcosa di comprensibile con la mente, richiede di vivere esperienze. 

In questo processo è fondamentale per noi genitori avere la capacità di valutare quando è veramente necessario intervenire rispetto a quando è utile lasciare, ai nostri bambini e ragazzi, lo spazio di sperimentare.

Spazio fondamentale e necessario ad acquisire competenze, abilità, capacità proprie derivanti dall’aver affrontato le difficoltà e le sfide incontrate nel cammino.

Permettere loro di sperimentare sé stessi, li porta a scoprire e a contattare il proprio potenziale facendolo così diventare risorsa utilizzabile nella vita.

È sapere che hanno questa miniera interiore e sviluppare la capacità di manifestarla che, nel tempo, li renderà persone sicure di sé. E in questo processo noi come genitori abbiamo un ruolo importantissimo.

amore o paura figli

Nel voler crescere figli sicuri di sè proviamo amore o paura?

Se in noi vive l’amore – che si concretizza con la fiducia, l’accettazione, la comprensione, l’ascolto, il perdono, l’apertura a crescere insieme a loro – allora i nostri figli si sentiranno liberi di osare. Percepiranno che crediamo in loro e sentiranno che indipendentemente dal risultato ottenuto per noi sono e saranno sempre importanti.

Ogni volta che li incoraggiamo, sosteniamo, aiutiamo, ogni volta che accompagniamo i nostri figli a gestire le loro emozioni e paure, li stiamo concretamente e incondizionatamente amando. Li stiamo supportando a scoprire chi sono e ad esprimere quello che magari ancora non sono riusciti a far emergere.

È questo che consente loro di esplorare l’ambiente circostante con libertà, fiducia e sicurezza personale. E’ questo che consente a noi genitori di crescere figli sicuri di sè stessi.

Al contrario se in noi genitori vive la paura – che si manifesta con atteggiamenti di sfiducia, critica, giudizio, controllo e iper-protezione – allora nei nostri figli vivrà il timore di agire e di mettersi in gioco.

Quello che in questi casi potrebbero percepire è che non crediamo in loro. 

esperienze dei figli

Di fatto quando vediamo i nostri figli fragili e indifesi, non solo smettiamo di osservare il loro reale potenziale ma, inconsapevolmente, neghiamo loro anche il nostro aiuto e supporto affinché possano arrivare a contattarlo ed esprimerlo.

Talvolta interveniamo, anche ricorrendo alle punizioni, ad orientarne il comportamento verso una direzione precisa che tranquillizzi noi.

Questo tenderà a bloccare le esperienze che i ragazzi si permetteranno di fare, che sono proprio quelle che li porterebbero a percepirsi capaci, autonomi, liberi e sicuri.

Per sviluppare sicurezza interiore è quindi necessario per i nostri figli prendere decisioni, apprendere che ogni azione genera un risultato sia esso positivo o negativo. 

È utile che scoprano che le loro scelte possono impattare non soltanto su di loro ma anche su chi amano, sulle persone con cui vengono a contatto, sull’ambiente. Ed è fondamentale che sappiano che sono loro i responsabili delle conseguenze che possono originarsi proprio da queste scelte e azioni.

Come genitori, per crescer figli sicuri di sè, è importante che impariamo a fidarci in modo autentico di loro e questo possiamo farlo solo se per primi lavoriamo sulle nostre paure.

banner vinco la paura

La loro autostima è infatti una diretta conseguenza della nostra e questo ci richiede di porci come esempio.

Abbiamo da dimostrare che possiamo diventare ciò che siamo, che possiamo esprimere il nostro potenziale e che nel far questo possiamo anche commettere degli errori.

Educare i propri figli alla cultura dell’errore

Spesso il desiderio di crescere figli sicuri di sé si trasforma, per noi genitori, in un obiettivo di perfezione. 

Vorremmo che fossero, agissero, parlassero, vedessero le cose in un certo modo e che quel certo modo fosse il nostro. E’ questo che ci porta talvolta a imporre il nostro punto di vista e altre volte a sostituirci a loro.

Così facendo però limitiamo l’esperienza dei nostri figli precludendo loro la possibilità di apprendere anche attraverso il fallimento e l’errore. 

Il punto è che il nostro compito come genitori non è quello di sostituirci, ma quello di “esserci”: di essere presenti quando, dopo un errore, avranno bisogno del nostro sostegno e della nostra fiducia o quando dopo un successo vorranno qualcuno con cui gioire.

La vita d’altronde è costellata sia di prestazioni esemplari e successi che di errori e fallimenti. Noi genitori abbiamo appreso questo nel nostro diventare adulti.

Perché allora non facciamo tesoro della nostra esperienza guidando i ragazzi ad esplorare la vita e a conoscersi meglio anche attraverso gli errori e i fallimenti restituendo a questi la grande capacità evolutive che hanno? 

fare errori figli

Nel suo libro “L’arte di sbagliare alla grande” il professore Enrico Galiano ripercorre la sua esistenza attraverso gli errori e gli insuccessi andando contro corrente rispetto a tutti i libri che raccontano imprese straordinarie.

In questo viaggio tra le pagine afferma che educare i suoi studenti all’errore è l’aspetto che maggiormente lo gratifica perché i ragazzi non sono abituati ad essere accettati, e quindi ad accettarsi, per i propri errori.

Come guide dei nostri figli abbiamo da trasmettere loro che sbagliare non è sbagliato, che sbagliare è normale perché fa parte della nostra natura umana.

Abbiamo da trasmettere che gli errori sono dei grandi insegnanti se comprendiamo dove abbiamo sbagliato, cosa possiamo fare per non ripetere l’errore e soprattutto se ci impegniamo responsabilmente per rimediare al meglio.

Restituire loro il diritto all’errore e la responsabilità di riparare al danno ci permetterà di crescere ragazzi sereni e sicuri di sè stessi, al contrario coltivare l’idea della perfezione potrebbe portarci a crescere giovani adulti timorosi, poco consapevoli delle loro potenzialità e capacità. 

Come contribuire ad una crescita responsabile dei nostri figli? 

Esistono tante personalità quanti sono gli esseri umani sul nostro pianeta, per questo non è possibile delineare delle ricette perfette per crescere figli sicuri di sè per ognuno di noi.

Siamo tutti esseri unici, perfetti nella nostra imperfezione. E’ questo uno degli insegnamenti più preziosi che possiamo donare ai nostri figli. 

Non credo esista un segreto per farlo, ma credo fortemente che sia necessario rispettarli come individui e consentire loro la libertà di vivere esperienze ed apprendere dagli errori.

Ci sono due riflessioni in particolare che desidero condividere.

numero 1Far sentire i propri figli liberi ma consapevoli 

Il concetto di libertà è molto delicato. Lasciare i nostri figli liberi di decidere senza alcuna guida non è una libertà consapevole in quanto non si basa sui principi di educazione personale, sociale e di comunità. 

Da un lato i nostri ragazzi apprendono da noi valori e principi che sono quelli della nostra famiglia, dall’altro sentono vibrare il desiderio di libertà che guarda all’indipendenza. 

Riflettendo sui miei figli mi sono resa conto che educare alla libertà consapevole è una sfida importante; un po’ come dire sei libero o libera, ma sii consapevole che ogni tua scelta ha una conseguenza. 

Sei, ad esempio, libero o libera di non impegnarti a scuola, ma hai da essere consapevole che questo avrà delle conseguenze. 

Un aiuto per crescere figli sicuri di sè è l’ accordo di relazione. Strumento utile per lasciarli liberi di valutare e scegliere e di assumendosi le eventuali conseguenze negative con consapevolezza.

Questo porterà molti più insegnamenti delle imposizioni, delle limitazioni o delle punizioni perché li vedrà protagonisti attivi della loro vita.

crescere figli sicuri di sè

numero2Essere chiari e coerenti 

Quali sono le conseguenze? Essere chiari su questo fronte contribuisce a quel senso di scelta consapevole che possiamo seminare nei nostri figli.

Se le cose non andranno secondo i patti presi, ci saranno delle conseguenze e loro ne saranno responsabili. 

Da parte nostra occorre chiarezza negli accordi e coerenza nelle conseguenze. 

Nell’esempio dello studio, se un ragazzo o una ragazza, per mancanza di impegno, finisce l’anno scolastico con scarsi risultati passerà l’estate a studiare anziché a divertirsi o a viaggiare con gli amici.

Se i patti sono chiari la vita scorre nell’esperienza e lascia insegnamenti importanti. 

I nostri figli sono più abili di quello che pensiamo 

Chissà quante volte ci troviamo a desiderare di avere da qualche parte un libretto delle istruzioni del buon genitore. Eppure poi la vita ci insegna che non esiste l’esempio del buon genitore in assoluto, come non esiste lo spesso bramato “bravo figlio” in assoluto.

Siamo tutti in un viaggio straordinario che si chiama vita che ci chiede di essere protagonisti per crescere, apprendere ed evolvere come esseri umani.

Sono arrivata alla conclusione che i nostri figli siano più abili di quello che crediamo nel gestire le loro esperienze e i loro errori.

Siamo noi che temendo non possano reggere le conseguenze delle loro azioni finiamo per togliere loro il lato costruttivo dell’esperienza.

Cominciamo a fidarci, allora, a dare loro tutto ciò che sentiamo essere utile per consentirgli di affrontare la quotidianità e le proprie responsabilità con serenità. Al resto, in ogni caso, ci pensa la vita.

E noi genitori, ci godremo lo spettacolo del loro divenire adulti con sicurezza, determinazione e consapevolezza.

Figli padroni della propria vita e delle proprie scelte, in completo agio rispetto a quello che potrebbe accadere e sicuri di poterlo affrontare.

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