Quello che stiamo vivendo in questi mesi è senza dubbio un momento particolare caratterizzato oltre che da un’emergenza sanitaria ed economica anche da un’emergenza psicologica. Ci siamo ritrovati più vulnerabili e obbligati all’incertezza.

Le persone mi raccontano di percepire un forte senso di angoscia ed osservo che, nel pronunciare questa parola, portano automaticamente la mano al petto come a volersi proteggere o rassicurare.

Trovo questo del tutto normale e perfettamente inserito nel contesto che stiamo vivendo. Il senso di angoscia è di fatto uno stato di apprensione che si origina quando percepiamo davanti a noi una minaccia.

Tale è il nostro disagio che pensiamo di non avere capacità, strumenti, risorse utili ed efficaci per affrontarlo. È come se ci sentissimo condannati dagli eventi e impotenti di fronte a quanto sta accadendo.

ansia alla finestra

Da mesi, ormai, viviamo in uno stato di allerta generato, in primo luogo, dalla paura del virus e di perdere le persone care, ma anche dall’incertezza e dalla preoccupazione per il presente e il futuro lavorativo.

Sono stati d’animo che ormai ci accompagnano quotidianamente e sono dovuti al momento che stiamo vivendo, ma se ci facciamo fagocitare da tutto questo rischiamo di collassare dentro un buco nero dal quale potrebbe essere poi difficile uscire.

Cosa possiamo fare allora per evitare che il senso di angoscia ci paralizzi?

Prima di tutto è importante ricordare che le emozioni – e l’angoscia è una di queste  – non dipendono da quello che accade fuori ma derivano sempre e solo da come noi valutiamo e giudichiamo ciò che ci troviamo davanti.

Ne consegue che se consideriamo ingiusto, sbagliato o pericoloso ciò che accade nella nostra realtà daremo vita a emozioni negative. Al contrario se in ciò che viviamo troviamo il bello, l’utile, il vantaggioso ecco che ci abiteranno emozioni positive.

In pratica è dove poggiamo il nostro sguardo a fare la differenza.

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Questo è certamente un periodo impegnativo per tutti, nessuno lo nega, ma al contempo è anche una buona opportunità per cambiare punto di vista. È interessante osservare, infatti, che in ogni evento, per quanto nefasto possa essere, si nascondono cose belle, utili, favorevoli.

Probabilmente in questo momento fatichiamo a rintracciarle o non ne siamo consapevoli, ma coltivare il pensiero che qualcosa di costruttivo esiste in ogni situazione che la vita ci mette di fronte è un’ottima abitudine. Se vogliamo uscire dal loop dei pensieri negativi e superare il senso di angoscia che ci abita in questo particolare momento, non abbiamo che da aprire gli occhi e cercare il lato costruttivo dell’esperienza. 

Il bello in senso lato è ovunque, ma abbiamo perso la capacità di coglierlo.

Viviamo una vita frenetica, poco presente a ciò che c’è attorno a noi: le persone che abbiamo vicino, la natura, le cose. Tendiamo a dare tanto per scontato perdendo l’essenza delle situazioni.

Capita di non riuscire più a stupirsi per quello che il mondo ci offre.

bellezza del mondo

È capitato anche a me. Per anni sono stata chiusa alla bellezza e oggi posso affermare che non riuscire a vedere e cogliere il bello è un po’ come vivere un’esistenza in bianco e nero.

Solo quando riusciamo a vederne i colori, possiamo veramente renderci conto della differenza di sensazioni che si possono provare.

Ci siamo mai chiesti come cambierebbe la nostra vita se ci allenassimo e imparassimo a cogliere la bellezza nel mondo e in tutto ciò che accade?

E, ancora, ci siamo mai chiesti come cambierebbe la nostra vita se re-imparassimo a meravigliarci come bambini?

La meraviglia è un’emozione che ci permette di cogliere l’essenza profonda di ciò che ci circonda e ci porta a godere pienamente della vita e di tutta la sua bellezza.

Personalmente il tornare a meravigliarmi mi ha richiesto di osservare con occhi nuovi le cose che prima davo per scontate. Mi ha richiesto di scegliere di fermarmi per gustare preziosi attimi di vita che altrimenti sarebbero passati inosservati e di rompere gli schemi di comportamento che mi accompagnavano.

E lo spettacolare effetto collaterale dell’aver fatto tutto questo è stato quello di sentire il mio cuore battere di gioia.

Allenarsi a vedere la bellezza è a mio avviso un ottimo modo per dare inizio al nostro cambiamento interiore.

Per approfondire ti consiglio di leggere: come soddisfare il bisogno di individualità in quarantena

individualità mara carraro

Da dove possiamo partire per toglierci il senso di angoscia?

Vi propongo tre allenamenti utili allo scopo.

numero 1Allenare la presenza mentale.

Prendiamoci del tempo durante la giornata per portare l’attenzione su ciò che accade in noi: percepiamo il nostro respiro, ascoltiamo le sensazioni che abitano il nostro corpo, osserviamo i movimenti che facciamo mentre svolgiamo un’azione e così via.

Solo se rimaniamo nel presente possiamo veramente accorgerci di ciò che è e che c’è. E possiamo cogliere le cose che ancora ci fanno stupire.

numero2Allenare il “vedo positivo”

Scegliamo un bel quaderno che ci piace tanto tanto, e, in qualunque posto ci troviamo, osserviamoci attorno e facciamo un elenco scritto di almeno cinque cose che consideriamo “positive”. Possono essere oggetti, persone, sapori, suoni, odori, cose che sentiamo al tatto.

Troviamo il bello in ciò che è presente in quel momento e quando lo scriviamo indichiamo anche perché per noi quelle cose sono belle e positive.

farfalla su fiore

Per rendere facile l’individuazione del bello teniamo presente che:

  • Le cose positive possono essere cose utili, belle, preziose come valore economico o affettivo-emozionale. Fare questa classificazione ci toglie dal generico positivo e ci porta ad avere delle categorie che ci rendono più facile individuare le voci da mettere nell’elenco.
  • Immedesimarsi in qualcun altro è un’esperienza di valore. Abbiamo da uscire dalla nostra condizione. Spingerci fuori per toglierci dal momento impegnativo che stiamo vivendo e che ci provoca senso di angoscia, come quello che interessa tutti noi oggi. Se restiamo nella nostra condizione può venirci difficile vedere qualcosa che sia positivo.Proviamo quindi ad uscire dalla nostra visione del momento e ad entrare in quella di qualcun altro. Chiediamoci: “Cosa vedrebbe attorno a sé un cieco che ha riacquistato la vista?”. Oppure: “Cosa vedrebbe una persona che è appena emigrata dalla guerra?”. E ancora: “Cosa vedrebbe di positivo una persona che ha vissuto dei grandissimi disagi e arriva dove siamo noi oggi che fatichiamo a vedere qualcosa di bello?”

Cose belle ce ne sono tantissime ma se siamo assuefatti a un certo tipo di vita rischiamo di dare per scontato ciò che c’è e che una persona che ha vissuto, o sta vivendo delle difficoltà, sicuramente noterebbe.

Per fare questo allenamento al meglio è utile puntare la sveglia nel telefono ogni due-tre ore, questo ci aiuta a concentrare costantemente la nostra mente sul costruttivo e, ovviamente, le emozioni la seguono di conseguenza.

Il senso non è quello di fare elenchi di cose senz’anima bensì di rieducare la nostra capacità di guardare la bellezza che c’è attorno a noi. Quella che di solito non vediamo perché siamo distratti, preoccupati, di fretta o perché, avendola a portata di mano ogni giorno, la diamo per scontata considerandola talvolta banale.

  • Un’altra cosa che ci aiuta a renderci conto dell’importanza, della bellezza e del valore di ciò che ci circonda è quella di pensare a quali sono quelle cose che abbiamo e che ci dispiacerebbe perdere. Quali delle cose che abbiamo attorno rimpiangeremmo di più per averle perse?  Perché?

numero3Allenare i “lati positivi”

Spesso tendiamo a vedere solo l’aspetto negativo delle situazioni che ci accadono perdendoci tutto il resto. Per evitare questo alleniamoci a trovare almeno tre aspetti positivi in tutte quelle situazioni, quelle circostanze, quegli eventi che non ci piacciono e verso i quali ci sentiamo contrariati.

Cercare i lati positivi significa cercare tutto ciò che di buono possiamo cogliere in ogni situazione, il che non comprende solo le cose belle di per sé, bensì anche le opportunità e gli insegnamenti. 

positivo e negativo

Per questo allenamento è utile:

  • coltivare la visione del “non è peggiore” ma “è diverso”. Cambiamo l’abitudine di applicare un’etichetta che ci porta a considerare “peggiore” quello che ci succede e che non ci piace.
  • Cercare, come prima cosa, gli aspetti positivi del cambiamento. Generalmente non facciamo questa cosa perché siamo emotivamente legati a quello che stiamo lasciando, in realtà tutti i cambiamenti hanno degli aspetti positivi che magari hanno bisogno di tempo per emergere. Oppure noi abbiamo bisogno di tempo per coglierli.

Questo allenamento ci permette di cambiare il significato che inizialmente abbiamo attribuito a quello che è successo e questo ci porta di conseguenza a cambiare la nostra percezione emotiva – in meglio – riguardo quella situazione.

Ricordiamoci sempre che guardare le cose positive non significa far finta che sia tutto bello, bensì significa renderci conto che ci sono entrambi gli aspetti, sia quelli negativi – che non mancheremo di vedere dato che il nostro cervello è abituato a coglierli – che quelli positivi.

Vuoi approfondire l’argomento? Leggi anche: Come colmare il senso di vuoto?

Il punto è che se guardiamo solo quelli negativi diamo un’impostazione pessimista alla nostra vita, e questo ci porta dritti nelle braccia della paura, dell’ansia e del senso di angoscia. Difficilmente potremo vedere in maniera chiara, obiettiva, realistica la realtà che stiamo vivendo.

Eppure, accanto a ciò che percepiamo come negativo c’è sicuramente qualcosa di positivo e costruttivo. 

Il segreto per andare oltre le emozioni negative, quindi, è quello di ritagliarci un po’ di tempo da dedicare a noi stessi. Fermiamoci un po’ per coltivare ed allenare nuove abitudini funzionali e per sentire cosa di conseguenza accade dentro di noi.

Senza fermarsi ad ascoltare non si può raggiungere la consapevolezza che ci può portare al cambiamento che ci permette di vedere il bicchiere pieno.

Fermiamoci, cerchiamo il bello che esiste nel mondo attorno a noi in ogni circostanza ed alleniamoci a cercare il lato positivo di ciò che ci accade anche quando sembra davvero difficile. Rimarremo stupiti da quello che potrebbe aprirsi ai nostri occhi.

Provare per credere!

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