Un tema molto battuto e dibattuto in questi ultimi anni è quello della dipendenza da videogiochi. Si tratta di un argomento su cui ricercatori, psicologi e sociologi stanno investendo fiumi d’inchiostro con l’intento di rispondere alle sollecitazioni preoccupate degli adulti.

Essendo un settore in continua crescita e cambiamento, inevitabilmente spinge a porsi diverse domande che evidenziano una necessità di maggior comprensione del fenomeno.

La dipendenza da videogiochi viene definita come l’uso compulsivo o incontrollato dei videogames tanto da arrivare a causare problemi in alcune aree della vita di una persona.

Si tratta di un timore che vivono soprattutto i genitori e gli adulti nei confronti di bambini e ragazzi.

Nasce dal fatto che i videogiochi, sia quelli su computer che su console fino ad arrivare a quelli sullo smartphone, sono diventati sempre più protagonisti nella vita quotidiana delle famiglie. 

A cosa può portare la dipendenza da videogiochi?

Le preoccupazioni avvertite sono varie e ruotano intorno ad alcune domande chiave:

“I videogiochi sono davvero dannosi?”, “Possono alimentare l’aggressività e/o creare dipendenza?”, “Possono portare i ragazzi a perdere il contatto con la realtà?

Secondo psicologi e sociologi, sì.

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I videogiochi, se utilizzati male, possono rivelarsi dannosi creando dipendenza, scollegamento dalla realtà e stimolando l’aggressività. È però importante evidenziare che, questi effetti, sono soggettivi e non sono necessariamente legati alla quantità di tempo trascorso nel gioco.

I fattori da tenere in considerazione per poter valutare una vera e propria dipendenza da videogiochi sono diversi. Uno di questi è sicuramente il ruolo che si va a ricoprire all’interno del gioco. La tipologia di svago in cui ci si immerge è quindi importantissima.

Talvolta si tratta di ambientazioni che i bambini o ragazzi tendono poi a riprodurre nella realtà. Altre volte possono proprio arrivare a staccarsi dalla vita reale e a credere che il gioco sia la realtà stessa.

In questi casi quello che potrebbe accadere è che portino il gioco in tutti gli altri ambiti della propria vita. Se così fosse potrebbe effettivamente palesarsi un allarme di dipendenza da videogiochi a cui prestare attenzione.

Quali sono i segnali della dipendenza da videogiochi a cui prestare attenzione?

Secondo le voci più esperte in questo ambito sono ben chiari i segnali di dipendenza da videogiochi. Vediamo quindi insieme quali sono gli indicatori a cui è utile prestare attenzione, soprattutto se si prolungano nel tempo:

  • Si verifica un pensiero ricorrente al gioco che si protrae per la maggior parte della giornata.
  • L’idea di non poter giocare mette in uno stato di forte malessere.
  • Il gioco diventa un modo per stare bene. Talvolta esso rappresenta l’unica esperienza che genera buonumore.
  • Si fatica a far smettere o a ridurre il tempo di gioco perché la reazione è aggressiva.
  • Il ragazzo o il bambino smette di fare le attività che prima amava, sostituendole completamente con i videogiochi.
  • Si verificano problemi relazionali e di gestione delle situazioni sia a casa che a scuola.
  • Si manifesta un certo stato di disinteresse rispetto a ciò che accade nella realtà preferendo a questa il gioco.
  • C’è la tendenza a dire bugie alle persone più vicine, soprattutto sulla quantità di tempo passato davanti allo schermo.
  • Il gioco diventa spesso un modo per alleviare il malumore o estraniarsi dalle situazioni spiacevoli o difficoltose.

Quelli elencati sono segnali importanti da osservare, anche se va ricordato che non tutti coloro che utilizzano, anche per molto tempo, i videogiochi manifestano problemi con essi.

cameretta e videogiochi

Dico questo perché il rischio di etichettare con pregiudizio chi ama i videogiochi è molto alto. Nella nostra società si tende facilmente ad additare chi ha questa passione.

Eppure, che ci piaccia o meno, il digitale è e sarà sempre più presente nelle nostre vite e in quelle dei nostri figli. Con questo mondo inevitabilmente avremo tutti da interagire. Come adulti abbiamo quindi la grande responsabilità di educarci ed educare i nostri figli a farlo al meglio.

È infatti innegabile che i casi di dipendenza da videogiochi siano più frequenti tra i bambini e i ragazzi. Questo evidenzia quanto sia fondamentale e necessario che i genitori e gli adulti monitorino questa attività.

Come prevenire la dipendenza dai videogiochi?

La tecnologia in generale e i videogiochi in particolare sono entrati prepotentemente nelle nostre case. Sono motivo di svago e di condivisione con gli amici ma anche esperienze che vengono vissute in completa solitudine.

Talvolta vengono visti da noi genitori come un’opportunità per tenere impegnati i ragazzi e i bambini per un po’. In altri momenti li si usa per farli rilassare.

Questo a volte può portarci a proporli con (troppa) leggerezza dal momento che ci appaiono sempre più come “normalità”. E dall’uso all’abuso il passo può essere breve.

Per evitare che i nostri figli arrivino a sviluppare una dipendenza da videogiochi, è importante che come genitori:

  • Stabiliamo delle regole precedentemente discusse con loro. Come in ogni ambito educativo è importante che siano poche, chiare e condivise. I bambini e i ragazzi non hanno la percezione della gravità delle conseguenze che possono verificarsi e nemmeno del tempo che trascorrono con i videogiochi. Mettiamoli quindi in guardia sui rischi e successivamente guidiamoli nel loro utilizzo con serenità e fermezza. Poniamo dei limiti giornalieri di tempo e facciamoli rispettare. Utile è definire sia il momento in cui potranno dedicarsi al gioco sia la quantità di tempo che possono avere a disposizione. Ideale sarebbe tenere fuori dalla stanza da letto tutti i giochi e gli apparecchi tecnologici in modo da evitare loro la tentazione di giocare la sera fino a notte fonda.
  • Prestiamo attenzione e interesse a ciò che fanno i nostri figli nelle loro giornate. Parliamo con loro, dedichiamogli tempo di qualità, facciamoli sentire importanti. Creiamo una relazione facilitante in cui ci sia spazio per l’ascolto e la condivisione autentica. Troppo spesso infatti i videogiochi diventano quel luogo in cui i ragazzi si riscattano dalle loro insicurezze: qui si sentono bravi e competenti. Possono diventare inoltre anche il posto in cui “scaricare” la rabbia. Gli adolescenti generalmente tendono ad avere rabbia repressa che faticano a gestire. Questa molte volte è proprio la causa del loro isolamento sociale vissuto dietro gli schermi dei videogiochi.
  • Educhiamoli, fin da piccoli all’attività fisica e ai giochi all’aperto con gli amici. Abbiamo da trasmettere, soprattutto con l’esempio, l’importanza di prendersi cura della socialità e del proprio corpo attraverso il movimento. Questo permetterà loro sia di scaricare le energie e le tensioni accumulate che di evitare i rischi per la salute derivanti dallo stare seduti per ore davanti a un monitor.
  • Monitoriamo a quali giochi stanno giocando i nostri figli e divertiamoci a giocare con loro. Troviamo del tempo per condividere con gioia ed entusiasmo questa esperienza con i nostri ragazzi. Questo ci permetterà di dialogare con loro sulla qualità dei giochi e su come li vivono. Questi sono momenti di scambio preziosi. Ci permettono di comprendere e di scoprire sempre un qualcosa in più sui nostri figli. Facilmente questo diventerà un tempo di pienezza per tutti che riempie, soddisfa e renderà più semplice a loro lo staccarsi dal gioco.
  • Diventiamo per primi degli esempi su come si utilizzano questi strumenti. Abbiamo da mostrarci coerenti per primi con l’utilizzo della tecnologia. Non possiamo chiedere loro di avere dei tempi e dei momenti dedicati al divertimento quando noi per primi stiamo per puro diletto ore sui social.

bambino con tablet

E se non si vogliono staccare dai videogiochi?

Non facciamola diventare una lotta: non manipoliamo, minacciamo o promettiamo loro qualcosa per convincerli a spegnere il videogioco, la tv o il cellulare, servirebbe a poco.

Sono modalità che non educano in modo costruttivo. Tendono a portare a un continuo giocoforza che facilmente creerà l’istaurarsi di una relazione conflittuale.

Per approfondire leggi anche: quali sono le 3 situazioni che creano dei “figli ribelli” e cosa fare per risolverle?

Utile è invece investire tempo ed energie per creare con loro un rapporto di stima e fiducia.

Essere in grado di farsi ascoltare non è una partita che si gioca nel momento in cui questo diventa necessario, come ad esempio quello dello spegnimento dei videogiochi. È un qualcosa che si costruisce prima, attraverso un rapporto di complicità, che possiamo creare proprio attraverso il giocare insieme.

Se ci prendiamo del tempo per condividere con i nostri figli i momenti di gioco, possiamo inoltre evitare che si perdano completamente nel mondo virtuale. Divertendoci con loro li facciamo rimanere nel reale e questo ci permette di avvertirli quando il tempo del gioco sta scadendo.

Con i bambini più piccoli che non hanno il senso del tempo è meglio andare a numero di partite. Fissiamone un numero massimo e avvisiamoli prima dell’inizio dell’ultima gara.

Se questo non bastasse a evitare le loro reazioni ricordiamoci che gli adulti siamo noi. I videogiochi abbiamo da padroneggiarli noi come anche le loro emozioni qualora avessero da arrabbiarsi o piangere al momento dello “stop ”.

Con calma ed empatia andiamo in accoglienza, sia con i gesti che con le parole, delle loro manifestazioni emotive. Spieghiamogli perché è necessario terminare il gioco in quel momento. Diciamo loro che capiamo il dispiacere per aver avuto da smettere un’attività piacevole ma che si può fare anche altro e rendiamoci concretamente portatori di alternative.

comprensione adolescenti

Cosa possiamo proporre di coinvolgente al posto del videogioco?

Evitare di ripetere all’infinito la frase “È ora di spegnere” e prendere in mano la situazione ci permetterà di dare l’esempio di cosa significhi essere coerenti e disciplinati.

Trasmetterà anche loro sia capacità di dire e dirsi “no” al momento giusto che la capacità di accogliere e di accogliersi.

Leggi anche: come educare i figli senza urlare, 5 consigli pratici per riuscirci

Più coltiviamo queste modalità e più aumentiamo la possibilità che le regole vengano rispettate in modo sereno. E come genitori – per aiutarci a mantenere un atteggiamento di calma, comprensione e accoglienza anche nei momenti di sfogo dei nostri figli –  ricordiamoci che spesso siamo stati proprio noi a far fare loro l’associazione di videogioco uguale relax, divertimento, fuga dallo stress.

Quante volte glieli abbiamo infatti proposti per intrattenerli mentre eravamo al ristorante o avevamo da fare qualcosa in casa o per distrarli dalle loro emozioni “negative”?

Accompagnamoli quindi ora ad apprendere come tornare agevolmente e serenamente dal mondo virtuale alla realtà.

Gli aspetti positivi dei videogiochi

Come adulti cerchiamo il più possibile di toglierci dal pregiudizio. Accogliamo i videogiochi, usati in modo consapevole, come un’attività di questo tempo.

Ricordiamoci che, per tutti gli strumenti che utilizziamo, il problema non sta mai nello strumento di per se stesso ma nell’uso che ne facciamo.

confidenza tecnologia

Non esiste soltanto la dipendenza dai videogiochi. Anzi. Questi, pur nascendo con l’intento di intrattenere, inevitabilmente aiutano i bambini e i ragazzi anche a prendere confidenza con la tecnologia. E questo può permettere loro di:

  • Interagire. Come si è visto, in questo impegnativo periodo storico, la tecnologia è stata utile per vedersi, parlarsi, sostenersi, aiutarsi, studiare, scambiarsi consigli, giocare insieme agli amici. Nulla può sostituire il contatto, l’abbraccio, il gioco a tu per tu. Queste sono attività verso cui avremo sempre da stimolarli ma allo stesso tempo, non demonizziamo tutto quello che avviene sul web. L’importante è che sia vissuto con saggezza.
  • Sviluppare aspetti cognitivi. I videogiochi di avventura e strategia possono essere anche un possibile mezzo di apprendimento. Se li accompagniamo ad alternare il digitale alle relazioni a tu per tu più facilmente come genitori ci toglieremo dalla paura che siano dannosi o che i ragazzi possano sviluppare una dipendenza da videogiochi.
  • Sviluppare l’attitudine a risolvere problemi. Ci sono videogiochi che stimolano la capacità dei bambini e ragazzi di trovare soluzioni e di risolvere problemi. Attitudine che inevitabilmente useranno poi anche nella vita reale diventando così più veloci e abili nel trovare valide alternative e possibilità.

Alla luce di quanto visto, come adulti e genitori, possiamo vincere l’idea che la tecnologia e i videogiochi siano prevalentemente dannosi.

Questo ci richiede di conoscerli per utilizzarli al meglio a favore dei nostri figli. Siamo noi che abbiamo da scegliere cosa proporre loro valutandone sia i vantaggi che gli svantaggi.

E se da un lato è vero che l’uso troppo prolungato e mal gestito di questi mezzi può portare ad effetti dannosi quali la dipendenza da videogiochi, è anche vero che ci sono aspetti positivi che, visto il periodo storico in cui viviamo, possono essere coltivati. Educhiamoci ed educhiamo quindi i nostri ragazzi a costruire una buona relazione con questi strumenti. 

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