Quanto è faticoso imparare a delegare? Ci ritroviamo spesso, nella nostra quotidianità, a confrontarci con la necessità di avere aiuto da un lato e il timore di chiederlo dall’altro.

Facciamo fatica a cedere un pezzetto di controllo sulle nostre attività ad una persona di famiglia o ad un collega o ad un collaboratore professionale.

Sono molte le ragioni e le sfumature che possono spiegare questa tendenza che, almeno in una fase della nostra vita o per un’attività in particolare, riguarda tutti noi.

Potremmo infatti essere bravissimi a delegare sul lavoro ma non riuscire a farci aiutare con i figli o con le incombenze personali, oppure il contrario.

Quello che spesso in questi casi ci capita di percepire è di non sentirci più indispensabili, soprattutto se la persona a cui deleghiamo svolge quell’attività in modo impeccabile.

Altre volte, invece, può accadere che non abbiamo fiducia negli altri e questo ci porta a delegare e poi a controllare. Questa è di fatto una finta delega che sicuramente non ci porta i benefici sperati. Anzi, spesso alimenta il senso di fatica perché, tra noi e noi, finiamo per affermare frasi del tipo “io delego ma poi mi torna indietro un carico maggiore”.

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Tutti questi aspetti ci portano a voler fare tutto da soli con la conseguenza di generarci un carico emotivo e di stress molto forte.

Imparare a delegare, al contrario, ci permette di concentrarci e di affrontare gli aspetti davvero importanti della nostra vita lasciando che altri si occupino di quelle attività in cui sono davvero bravi o che possono diminuire il nostro carico.

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Se non lo facciamo, se non impariamo a delegare, scegliendo di tenere per noi tutto il peso delle cose da fare e da pensare, facilmente finiremo per essere sopraffatti dai dettagli e perdere di vista il quadro generale della situazione.

E questo determina sia una perdita di lucidità che di efficacia anche nelle attività importanti che seguiamo in prima persona. Accade nella vita personale e in quella professionale.

Imparare a delegare ci richiede di imparare a lasciar andare

Il primo passo per imparare a delegare è quello di accettare la necessità di lasciar andare. Questa è una delle cose più complesse da fare perché ci richiede sia di uscire dalla nostra zona di comfort che di fare un profondo atto di fiducia nel coinvolgimento degli altri.

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Due sono le consapevolezze che possiamo alimentare per arrivare a questo:

  • osservare ed ammettere di non poter fare tutto da soli,
  • liberarci dal bisogno di controllare tutto.

Una volta fatta amicizia con queste due scelte, è utile dedicare del tempo a osservare cosa effettivamente possiamo lasciar andare e, soprattutto, a come questo potrà influenzare la nostra quotidianità.

Portare avanti con immancabile passione il proprio lavoro o le attività di tutti i giorni dando il meglio di sé non significa gestire tutto da soli. Anzi, è molto più utile ed efficace lasciare che altri si occupino di qualche aspetto. 

Imparare a delegare ci permette di condividere le responsabilità, che così non pesano unicamente su di noi. Ci dà l’opportunità di vivere con più leggerezza. Quest’ultimo aspetto è importantissimo perché, quando siamo fagocitati da quello che abbiamo da fare e gestire, inevitabilmente finiamo in un loop di stress ed emozioni “negative” che non ci fa stare bene.

Tutto diventa pesante, un dovere, che paradossalmente ci fa perdere anche lo slancio entusiasta per le nostre passioni.

Rischiamo di diventare prigionieri di noi stessi tra scadenze, impegni, incastri. 

Imparare e delegare ci fa stare meglio nel lavoro e nella vita quotidiana

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Imparare a delegare non è semplice, soprattutto se non siamo abituati. Farlo, però, ci dà l’opportunità di compiere un passo avanti nella direzionde del nostro benessere. Questo accade sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni dove si accavallano gli impegni di famiglia e le attività personali.

Imparare a delegare sul lavoro

Riuscire a delegare le nostre attività lavorative significa, in primis, essere liberi di concentrarci sull’utilizzo delle nostre capacità e dei nostri talenti in modo più produttivo. La cosa importante è scegliere bene le persone a cui delegare.

Hanno da essere sicuramente persone competenti, ma soprattutto hanno da condividere le nostre stesse passioni e valori. 

Questo è importante perché ci garantirà la certezza di un lavoro che rispecchia il nostro modo di essere e vedere. Non significa, e questo va chiarito a noi stessi, che queste persone svolgeranno il lavoro come l’avremmo fatto noi. Non può accadere semplicemente perché subentra l’unicità dell’individuo che diventa essa stessa un valore.

Quello che è certo, però, è che ci sentiremo al sicuro e non avremo nemmeno la necessità di controllare e verificare.

Sarà un lavoro diverso dal nostro ma perfettamente in linea con i valori che vogliamo esprimere. E in più, è un ottimo allenamento per riconoscere i talenti altrui e creare un clima professionale autentico e sereno.

Dove le persone si sentono gratificate e riconosciute, si lavora bene. 

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Imparare a delegare nella vita personale

Lo slancio alla delega nella vita quotidiana è lo stesso che si verifica in ambito professionale.

Cambiano le persone che possiamo coinvolgere nelle nostre attività ma non cambiano i benefici di questa scelta e le modalità con cui attuarla.

Chi sono le persone di cui ci fidiamo?

Possono essere membri della nostra famiglia, pensiamo ai nonni a cui affidiamo i bambini per alcune ore della giornata, ma possono essere anche persone che coinvolgiamo dietro retribuzione per sostituirsi a noi.

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La scelta delle persone giuste è importante, come lo è la consapevolezza che una volta delegato abbiamo da fidarci. 

In entrambi i casi, che sia sul lavoro o nella quotidianità, prestiamo attenzione alle finte deroghe, quell’attitudine determinata dalla necessità di controllo che ci fa verificare e criticare il lavoro altrui talvolta fino a spingerci a rifare quello che è stato fatto. 

Questo atteggiamento fa male a noi in quanto ci carica di eccessivo stress e, in più, non contribuisce a instaurare buone relazioni con gli altri.

Scegliere bene le persone da coinvolgere, ci renderà più semplice delegare e restare sereni.

Suggerimenti concreti per imparare a delegare fin da subito

Abbiamo visto come imparare a delegare ci permetta di vivere con meno tensione e più tempo a disposizione da impiegare in altre attività.

È una scelta che porta anche a un clima più disteso sul lavoro e nella vita privata perché corrisponde ad un atto di dimostrazione di fiducia verso gli altri.

E questo è un grande carburante di motivazione. Infine, imparare a delegare, ci garantisce una maggiore disponibilità di energie fisiche e mentali.

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Cosa possiamo delegare?

Direi tutte quelle attività che ci richiedono molto tempo per essere svolte, ma anche quelle per le quali non abbiamo sviluppato competenze ottimali.

Ci sono poi tutte quelle attività che svolgiamo mal volentieri e quelle in cui indubbiamente riconosciamo il talento degli altri.

Prendiamo atto che delegare ci aiuta a fare meglio. Noi, come singoli individui, non possiamo arrivare a tutto e non possiamo essere “bravi” in ogni cosa che facciamo. Cerchiamo persone di talento che possano supportarci e teniamole strette a noi per far meglio, insieme.

E ora vediamo quali sono i passi da compiere per imparare a delegare sin da subito. 

Nel farlo è utile procedere un passo alla volta. In questo modo costruiremo via via la nostra nuova zona di comfort intorno alla delega. Questo ci permetterà di diventare più efficaci e sereni.

numero 1Le attività da delegare.

Prendiamo carta e penna e scriviamo con chiarezza, onestà e sincerità quali sono le attività che vorremmo tanto facesse qualcun altro o che altri potrebbero gestire più efficacemente di noi. Successivamente da questo elenco, che potrebbe essere anche molto lungo, estrapoliamo le prime 3 attività che siamo pronti a delegare.

numero2La persona giusta.

Abbiamo visto quanto sia essenziale che vengano coinvolte le persone giuste. Le più adatte a svolgere quelle attività in modo da farci stare sereni. Pensiamo allora a chi abbiamo intorno, sul lavoro e nella vita privata. Se non c’è nessuno mettiamoci alla ricerca.

numero3Chiarezza di intenzioni.

Più precise saranno le istruzioni, migliore sarà la qualità del lavoro svolto. Questo vale in ogni ambito. Quindi chiariamo le nostre intenzioni e i nostri obiettivi e poi trasferiamo questi elementi alle persone coinvolte.

Lasciamo andare.

Una volta che abbiamo fatto i primi passi con onestà e chiarezza, sarà più semplice lasciar andare e far sì che le persone si sentano a proprio agio nell’aiutarci. Lasciamo, quindi, che le altre persone se ne occupino secondo la propria modalità.

Purché il risultato sia quello concordato.

nuemro5Riconoscimento.

Una volta che l’attività è stata svolta – o di tanto in tanto per le attività a lungo termine – ricordiamoci di dare valore al lavoro altrui. Pratichiamo la gratitudine ringraziando e apprezzando quello che è stato fatto. Anche se ci sono stati errori la cosa importante è portare il focus su cosa è stato fatto bene prima di evidenziare cosa può essere migliorato.

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